2015/2016, il pagellone: Jacopo Sala

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«Sono appena arrivato, so che ci sono dei grandi campioni e mi metterò a disposizione per il bene della squadra», queste le ultime parole di Jacopo Sala nell’intervista rilasciata a SampTV appena approdato a Genova. Parole che sanno di rassegnazione, parole di chi sa che trascorrerà il girone di ritorno in panchina, chiuso da altri giocatori più importanti.

E invece la sua avventura alla Sampdoria comincerà in modo totalmente diverso: il 31 gennaio, giorno successivo alla firma sul contratto che lo legherà alla società blucerchiata fino al 2020, si ritrova catapultato in campo da titolare contro il Bologna. Montella utilizza ancora la difesa a quattro e Sala, giocatore duttile di fascia destra, si aggiudica il ruolo di terzino al posto dell’infortunato De Silvestri. Non è un granché la sua partita, ma in generale quella di tutti i suoi compagni, che nel primo tempo sono completamente avulsi dalla gara e all’intervallo sono già sotto di due gol. Nonostante il pareggio arrivato nella ripresa (poi vanificato dal rigore inesistente assegnato ai rossoblù) la sua prestazione passa piuttosto inosservata.

Il mister blucerchiato lo riconferma anche per la partita successiva contro il Torino, questa volta spostato più avanti, a centrocampo, ruolo che gli permette di sfruttare le sue abilità tecniche. Dopo 25 minuti, però, il ragazzo è costretto ad uscire per una lesione muscolare che lo terrà lontano dai campi per più di un mese. Due panchine contro Chievo e Fiorentina, per poi fermarsi nuovamente per problemi muscolari, che spesso lo hanno tormentato durante la sua carriera.

Dopo quasi tre mesi di assenza lo si rivede finalmente a Palermo, quando Montella gli concede gli ultimi 8 minuti, ma ormai la partita è già chiusa sul 2-0 e lui non può farci granché. Idem per il Derby della Lanterna, in cui entra al 72’: la squadra, come ben ricordiamo, è completamente immobilizzata ma lui sembra non essere caduto vittima dell’incantesimo. Con una bella accelerazione centrale, accompagnata da una serpentina di dribbling, appare il più reattivo fra i suoi compagni ma per scardinare la difesa del Genoa ci vuol ben altro.

Arriva infine l’ultima gara di campionato contro la Juventus, persa malamente per 5-0. Rientrato fra i titolari, al 10’ del secondo tempo Montella è costretto a sostituirlo perché non pare neanche essere sceso in campo. Un peccato, perché la sua stagione all’Hellas Verona era iniziata bene: aveva giocato con continuità e mostrato le sue doti, ma all’ombra della Lanterna a causa degli infortuni non è riuscito a trovare sufficiente spazio, sfruttando non adeguatamente quelle poche possibilità che ha avuto per mettersi in mostra. A giugno sarà riscattato obbligatoriamente dal club gialloblu, e speriamo che il prossimo anno si possa vedere un Sala diverso, più simile a quello che segnava così il suo primo gol in Bundesliga nel 2012 contro il Bayern Monaco. Le sue qualità non si mettono in dubbio, ma a 24 anni è venuto il momento di tirarle fuori definitivamente: nel frattempo, a malincuore non gli si può dare più di un 5

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