30 anni e non sentirli: 1986, l’estate di Boskov tra partenze e nuovi arrivi

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Abbiamo ancora un appuntamento con la Sampdoria del 1985/1986 targata Bersellini, la finale di Coppa Italia, ma in occasione degli appena trascorsi festeggiamenti per i 25 anni dal primo ed unico scudetto blucerchiato, iniziamo a guardare la Sampdoria 1986/1987 al cui timone troviamo Vujadin Boskov.

 

Non solo Bersellini lascerà la Sampdoria al termine della stagione, ma tra le fila dei blucerchiati ci saranno partenze e nuovi arrivi: dopo un campionato a corrente alternata, vuoi per le prestazioni, vuoi per le decisioni di Mister Bersellini, Trevor Francis decide di andare via. Anche l’altro britannico Souness decide di cambiare casacca dopo aver fatto vincere alla Sampdoria, nel campionato 1984/1985, la prima Coppa Italia. Concluderà la sua esperienza in blucerchiato anche Scanziani. Nella colonna degli arrivi tanti nomi per la nuova Sampdoria: Luca Fusi, per rinforzare il centrocampo, Hans Peter Briegel, che prenderà il posto sulla fascia sinistra, Toninho Cerezo, con il compito di guidare la regia di centrocampo. Saluta anche Bordon, al suo posto Guido Bistazzoni, al posto di Roberto Galia arriva Enzo Gambaro per la difesa. 

 

Alla fine del calciomercato, di quella che era la Sampdoria di Bersellini, restano solo Mannini-Vierchowod-Pellegrini-Paganin per la difesa, Fausto Pari e Fausto Salsano a centrocampo, invariato il reparto avanzato con Pino Lorenzo, Vialli e Mancini a cui si aggiunge rilevando Francis, Maurizio Ganz. Dal 1986/1987 le sessioni di calciomercato saranno più un migliorare, aggiungere, sostituire che uno stravolgere completamente la rosa. Pezzo dopo pezzo verrà composta la Sampd’oro dello scudetto e della gloria, nella prima rosa di Boskov ci sono già sette dei blucerchiati che vinceranno lo scudetto nella stagione 1990/1991.

 

Conosciamo quelli che saranno i protagonisti della stagione 1986/1987. Il rosso della Germania dell’Ovest Hans Peter Briegel, inizia nel Kaiserslautem con il ruolo di terzino sinistro, poi nel 1984/1985 vince lo scudetto con il Verona che lo aveva acquistato proprio in quella stagione e con l’Hellas giocherà due stagioni prima di passare alla Sampdoria per la modica cifra di 4 miliardi di lire. Assieme a lui in mediana arriva Toninho Cerezo. La Sampdoria lo acquista dopo una altalenante stagione passata alla Roma, in cui aveva militato dal 1983. La sua storia è particolare perché è legata a quella della finale di Coppa Italia, ma appunto è un’altra storia e la racconteremo domani in occasione del match che, quest’anno vedrà opposte Milan e Juventus. Arrivato alla Sampdoria prenderà parte sicuramente al periodo migliore dei blucerchiati. Sarà anche l’ultima squadra italiana di cui vestirà la maglia, dopo tornerà nel suo Brasile al San Paolo. Nella nuova mediana blucerchiata arriva anche Luca Fusi. Acquistato dal Como per tre miliardi e mezzo, giocherà con i blucerchiati fino al 1988 prima di passare al Napoli. 

C’è spazio anche per far esordire un giovane 17enne, Maurizio Ganz, cresciuto nelle giovanili blucerchiate e poi aggregato per il reparto offensivo alla prima squadra. Giocherà due stagioni alla Sampdoria. Infine al posto di Bordon ritorna dopo il periodo in blucerchiato tra il 1980-1983, Guido Bistazzon. Nei primi tre anni alla Sampdoria, in Serie B, era il secondo portiere di Garella, poi si alternerà con Paolo Conti nella stagione successiva. Sempre con Conti si alternerà nella prima stagione in Serie A.  Bistazzoni resterà per due stagioni, in entrambe da primo portiere, avendo come secondi prima Bocchino e poi il giovane Pagliuca. 

 

Prima di salutarci e darci appuntamento all’inizio del prossimo campionato, diamo una sbirciata a chi sarà il primo avversario della Sampdoria targata Boskov. Il calendario di Serie A, per le prime tre giornate recita Sampdoria – Atalanta, match di apertura, Fiorentina – Sampdoria alla seconda giornata e Sampdoria – Como per l’ultimo impegno di settembre. Ma c’è ancora tanto tempo e una finale di Coppa Italia da raccontare, quindi si dovrà aspettare ancora un po’.

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