30 anni e non sentirli: 1986, la Roma inguaia la Samp

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Torniamo a parlare della Sampdoria del passato: siamo a sole quattro partite dalla fine del campionato 1985/1986, Bersellini ha già comunicato che non sarà l’allenatore della Sampdoria nella stagione successiva e i blucerchiati devono trovare i punti salvezza: la classifica recita 25 punti davanti all’Avellino con 23 punti, Pisa a 22, Udinese a 21 punti, Bari a 19 e chiude il Lecce a 12 punti. Il problema non è tanto il fanalino di coda della classifica distante 11 lunghezze, ma dal Bari in poi con ancora otto punti a disposizione tutto è possibile.

La Sampdoria, il sei aprile del 1986, deve scendere a Roma per cercare di trovare i famosi punti che le servono a una salvezza tranquilla. All’andata la squadra di Bersellini aveva vinto per 1-0 con la rete di Mannini, nel ritorno il difensore non ci sarà. Il sergente manda in campo Bordon tra i pali, Paganin, Galia, Pari, Vierchowod e Pellegrini, Scanziani, Souness, Salsano, conferma di nuovo Francis dal primo minuto assieme a Vialli. Lorenzo non c’è, è  squalificato per l’espulsione nel match contro il Lecce mentre Mancini si accomoda in panchina.

La Samp nel primo tempo difende bene, la Roma da parte sua cerca di trovare la via del gol, ma i blucerchiati non concedono molto in termini di occasioni, come del resto non riescono a impensierire la difesa di Eriksson. Il primo tempo si chiude sul risultato dello 0-0 e le squadre raggiungono gli spogliatoi. La Roma effettua due cambi: fuori Pruzzo e dentro Tovalieri, fuori Boniek infortunato al ginocchio e dentro Giannini. La situazione non muta nel secondo tempo e la partita sembra avviata verso il pareggio a reti inviolate. Al  minuto 73′ però Cerezo, davanti agli occhi di Magni di Bergamo, commette il fallo ai danni di Paganin: è rosso diretto, la Roma resta in nove. Due minuti dopo, sugli sviluppi di una azione giallorossa, i difensori blucerchiati saltano a vuoto sul’allungo di Nella e Graziano deposita la palla in rete alle spalle di Bordon. In svantaggio i blucerchiati provano il tutto per tutto per trovare il pareggio, esce Paganin entra Mancini ma il risultato non cambia e la Sampdoria torna a Genova senza nulla.

A questo punto la situazione si complica: l’Udinese ha pareggiato e sale a quota 22, anche Pisa e Lecce tra di loro hanno pareggiato e la squadra toscana sale a 23 a pari punti con l’Avellino a sole due lunghezze dalla Sampdoria con ancora sei punti in palio.

Tutto rimandato alla partita contro la Juventus in casa, ma questa è un’altra storia e la si dovrà raccontare un’altra volta.

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