30 anni e non sentirli: 1986, la Samp è salva, la testa vola alla finale di Coppa Italia

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Torniamo a raccontare, in attesa di Sampdoria – Milan, le ultime due partite della Sampdoria di Bersellini nel campionato 1985/1986: il 20 aprile la Sampdoria va a casa del Napoli terzo in classifica, che cerca gli ultimi punti necessari a consolidare la sua classifica. Poi dovrà affrontare l’Inter in casa, nella speranza che i risultati sui campi paralleli le siano favorevoli.

C’è già clima di festa al San Paolo: in mezzo al campo, prima del fischio iniziale, viene steso uno striscione di ringraziamento per il campionato appena disputato: «Grazie Ferlaino, grazie Napoli». Il pubblico è caldo e pronto a fare il suo ingresso sul terreno di gioco a fine partita, in caso di trionfo. Bersellini ripropone l’undici che aveva fermato la Juventus sullo 0-0, nella speranza di arginare un Napoli esplosivo che ha in Maradona e Giordano le sue armi migliori.

La Sampdoria ci prova subito al quinto minuto di gioco, Vialli e Salsano si scambiano la palla ma il tiro viene intuito da Garella. Sul capovolgimento di fronte Bianchi non impensierisce Bordon che respinge il pallone con i pugni, la stessa dinamica arriva nuovamente al 13′ minuto di gioco con il portiere blucerchiato che si distende e di nuovo coi pugni allontana il pallone dallo specchio di porta.
L’occasione da gol più limpida per i partenopei arriva poco dopo il quarto d’ora: Maradona perde il tempo del tiro davanti al solo Bordon e in un attimo è accerchiato dai difensori blucerchiati che gli impediscono di arrivare alla conclusione. È un Napoli arrembante che non lascia un attimo di tregua alla Sampdoria: pochi minuti dopo il gol fallito da Maradona, arriva la rete di Giordano che si inserisce tra Pellegrini e Bordon, salta l’estremo difensore e insacca la palla da posizione angolatissima. Il raddoppio arriva al quarantesimo, Maradona conquista la palla direttamente dalle mani di Bordon e Bianchi coglie l’occasione per mettere in porta la palla.

Squadre negli spogliatoi e primo cambio per Pellegrini, esce Mannini ed entra Galia, Mancini comincia a scaldarsi perché anche lui prenderà parte alla gara. I blucerchiati entrano in campo per tentare di pareggiare, l’occasione più limpida la fallisce Vialli che da solo davanti a Garella manda il pallone nell’iperspazio. Al 19′ s.t. Bordon riesce ad evitare l’autorete di Vierchowod che con un tiro a giro stava per insaccare la palla di poco sotto la traversa ma il portiere blucerchiato ci mette la mano e salva la porta. Mancini entra in campo al posto di Francis ma la Sampdoria non riesce a far male al Napoli. Si arriva così al minuto 85 con il Napoli che realizza il tris grazie alla rete messa alle spalle di Bordon da Celestini.

La sconfitta fa male anche a livello di classifica infatti l’Avellino vince a Bari e scavalca la Sampdoria ferma a quota 26 punti, mentre le altre squadre a rischio retrocessione restano bloccate a seguito delle sconfitte nella 14.a giornata di ritorno. Solo il Lecce porta via due punti contro la Roma, ma la sua situazione è già di retrocessione matematica. Unico lato positivo, la salvezza acquisita ad una giornata dalla fine, ecco in fatti la classifica quando mancano solo due punti in palio: Avellino 27, Sampdoria 26, Udinese 24, Pisa 22, Bari 21 Lecce 14.

Ora la Sampdoria può pensare a chiudere in casa, davanti ai suoi tifosi contro l’Inter, questo campionato difficile e deludente rispetto alle aspettative iniziali, l’ultima speranza è aggrappata alla finale di Coppa Italia, in programma per il 7 giugno – 14 giugno, ma questa è un’altra storia e la si dovrà raccontare un’altra volta.

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