30 anni e non sentirli: addio 1985, il match di Capodanno contro la Juventus

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Siamo ancora in un perido di festa: c’è chi lo passerà sulle piste da sci, chi a casa circondato da parenti e amici, chi ancora in viaggio magari verso mete esotiche dove passare l’ultima parte delle feste Natalizie. L’ultimo dell’anno è sempre un giorno particolare, non cambia molto in realtà, solo la data sul calendario. E in effetti anche a trent’anni di distanza certe cose non sono cambiate affatto.

Sfogliando la Repubblica del 31 dicembre 1985 si vede come la storia tende a ripetersi, in circolo, e gli argomenti trattati non cambiano poi più di tanto. Oggi abbiamo il terrorismo dell’Isis a farci paura, all’epoca c’era stato il sequestro dell’Achille Lauro e gli attentati all’aeroporto di Roma ad opera dei Palestinesi. Continuando a sfogliare si trovano altre problematiche condivise con oggi: la disoccupazione e l’immigrazione. Tuonava il quotidiano: “Un milione di stranieri 200mila disoccupati“. Passano gli anni ma non i problemi del bel paese. Alle 20:30 dell’ultimo giorno di quel 1985, si  sarebbe tenuto il discorso di fine anno Cossiga, all’epoca presidente della Repubblica, e Papa Wojtyla avrebbe benedetto i fedeli in piazza San Pietro nell’Angelus del giorno successivo.

E a Torino? Non è un pomeriggio come gli altri, quello del 31 dicembre 1985, infatti all’ombra della Mole arriva la Sampdoria di Bersellini. La partita andrà in diretta televisiva e i bianconeri scenderanno in campo senza Scirea, al suo posto Pioli, nel ruolo libero invece Favero. Per la Sampdoria nessuna novità: Vialli, Lorenzo e Mancini. Ma il Trap, che allena la Juventus, non sottovaluta gli avversari: «Sono tanto giovani e hanno ancora tanto tempo per mostrare il loro valore» profetizza.

Ma contro quella Juventus, neanche la Sampdoria che mai si è fatta battere dai bianconeri dal ritorno in massima serie, riesce a fare il miracolo. Stessa formazione per Bersellini e nessun cambio a partita in corso. Per i bianconeri invece Tacconi tra i pali, Pioli Cabrini, Bonini, Brio, Favero, Mauro, Manfredonia, Serena, Platini e Laudrup. Il gol, unico del match, arriva dai piedi di Platini, che già aveva segnato una doppietta nel match precedente contro il Lecce. Il gol nasce dal rinvio corto di Bordon, i difensori vengono subito pressati dai bianconeri ed è Platini ad impossessarsi della sfera, scambio con Mauro e rasoiata sicura che si insacca a fil di palo alle spalle di Bordon, è il minuto 40° e sarà l’unica rete del match.

La Sampdoria esce sconfitta dal Comunale di Torino nell’ultimo giorno dell’anno. Saluta il 1985, in cui ha visto grandi gioie per la Coppa Italia alzata al cielo, ma anche di tanti punti interrogativi nel campionato in corso concluso all’andata con soli 13 punti. Ma il tempo per pensare è poco, perché già ci si intravede il primo match del 1986: ci sono solo quattro giorni per preparare ila gara, valida per la prima giornata di ritorno, in data 5 gennaio 1986, contro la Fiorentina. Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

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