Academy, Bono: «Mi chiamano Gullit o Karembeu, ma il mio modello è Barreto»

Sampdoria
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Academy, il giovanissimo Dawit Bono racconta la sua crescita nel settore giovanile della Sampdoria

Il settore giovanile blucerchiato è una continua fucina di talenti, da quelli della Primavera fino ai più giovani che pian piano scalano i gradi e arrivano ai piani alti. Come per il giovanissimo Dawit Bono della leva 2004 Giovanissimi Fascia B, tra i più talentuosi dei suoi. Capello alla Cuadrado, il giovane centrocampista della Sampdoria si è raccontato ai microfoni di SampTV: «Sono nato in Etiopia, ho vissuto lì fino ai 4 anni poi sono venuto a Genova. La passione per il calcio me l’ha trasmessa papà che mi faceva vedere le partite della Samp sia a casa che allo stadio. Ho iniziato a giocare alla Polis, poi quando ho compiuto 7 anni è arrivata la chiamata della Sampdoria, il primo mister è stato Angelo Piccardo. In questi anni sento di essere migliorato molto in tante cose soprattutto nella tecnica e nella gestione della palla: ho un bel rapporto con mister Crisanti, direi che sono un centrocampista atletico e abbastanza tecnico, vorrei migliorare nella leadership e trascinare la squadra nei momenti di difficoltà. Il giocatore della Samp che apprezzo di più? Edgar Barreto, sia per ruolo che per caratteristiche: mi piace molto la sua grinta, non molla mai un pallone. Molti per via dei capelli mi chiamano Gullit o Karembeu, Gullit non sapevo chi fosse ma mio padre mi ha mostrato qualche video su YouTube e ho visto che è stato un grande giocatore che ha giocato anche nella Samp. I tornei ci permettono di dimostrare che siamo alla pari con altre squadre professionistiche, ogni tanto mi hanno fatto allenare con i ragazzi del 2003: oltre a essere felice vuol dire che la società crede in me e mi gratifica molto. Obiettivo? Continuare a lavorare per entrare nei professionisti».

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