Alvarez: «Ho fatto di tutto per venire alla Samp»

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Nella nuova Sampdoria di Vincenzo Montella ha trovato posto da titolare praticamente indiscusso, regalando prestazioni di qualità e anche tanta quantità. Tutto questo dopo due anni veramente difficili per Ricky Alvarez: prima la cessione dall’Inter al Sunderland, in Inghilterra però non si ambienta e non gioca, a causa di un infortunio che per il club inglese è grave, motivo per cui le cifre pattuite per il trasferimento non vengono versate al club nerazzurro. Poi la Samp, che sfrutta l’opportunità e fa suo il talentuoso centrocampista offensivo.

Intervistato da SampTV, il trequartista blucerchiato si è raccontato fin dai suoi primi passi col pallone tra i piedi: «Gioco a calcio fin da piccolissimo, già a 2 anni coi miei genitori. Poi mi portarono al campo di calcetto e da lì ho iniziato la mia avventura col calcio: da subito ho capito che era quello che volevo fare nella mia vita, ci ho provato e sono felice. Il soprannome? In Argentina c’è un cantante che si fa chiamare così, Ricky Maravilla, e nelle prime partite mi hanno iniziato a chiamare così. Il mio giocatore preferito? Juan Romàn Riquelme, un giocatore spettacolare, un idolo».

«L’approdo alla Samp? C’erano altre opzioni ma quando è arrivata la Samp – afferma Alvarez – ho parlato con lui e non ho avuto dubbi: volevo venire a Genova, mi piaceva la squadra e volevo tornare in un calcio tra i primi al mondo, volevo fare un’esperienza qui, ho fatto di tutto. Ora sono molto contento, ho trovato un bel gruppo, una bella squadra e la società è molto vicina. Sto giocando con continuità e mi sento sempre meglio ma credo di poter fare di più. In Argentina la Samp è molto conosciuta perché ha avuto tra le sue fila diversi giocatori molto famosi, per me è una bella sfida, dobbiamo continuare così. A Genova mi trovo molto bene, siamo felici di essere qua, è una bella città con un bel clima, siamo tranquilli: penso solo agli allenamenti poi torno a casa dalla mia famiglia. Giocare qui credo che sia una possibilità per tornare in Nazionale, ma prima voglio fare bene alla Samp. La tifoseria? Ci sta sempre vicino, la prima gara che ho visto è stata il Derby, tifoseria spettacolare. Uniti possiamo fare grandi cose».

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