Beppe Costa, Ferraris Srl: «Con Samp e Genoa grandi cose»

Marassi
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«Il mio obioettivo è sempre lo stesso, non è cambiato: voglio che la città abbia una buona struttura». Da presidente del Consorzio Stadium, Beppe Costa è l’uomo designato a diventare numero uno della Ferraris Srl, la società che da ieri ha preso le redini dello stadio Luigi Ferraris e che vede protagoniste Sampdoria e Genoa, finalmente direttamente coinvolte nella gestione dell’impianto.

Signor Costa, ci spieghi: quale sarà il più grande cambiamento rispetto alla passata gestione?
«La cosa più importante è che si è passati da una gestione esterna alle squadre, con quattro partner del consorzio specialisti nel loro campo con possibili differenze sulla gestione delle priorità dei lavori, all’avere i club coinvolti direttamente. Il passaggio alle due squadre è stato fortemente voluto, anche da me. Sono Sampdoria e Genoa che utilizzano l’impianto, anche se ci giocano solamente una quarantina di partite l’anno, sono le parti fondmentali del campo e devono poter usufruire non solo di un manto erboso ben fatto ma anche di spalti, servizi ristorazione e accoglienza che Genova al momento non ha. Tante squadre stanno studiando la possibilità di farsi lo stadio, dalla Roma all’Udinese che lo ha fatto adesso. Le due squadre genovesi condividono lo stesso progetto; per tanti anni Garrone a suo tempo si è dedicato alla ricerca di un’area per costruire lo stadio della Sampdoria; oggi la scelta di Preziosi e Ferrero è stata diversa: visto che lo stadio c’è, sfruttiamolo al meglio. La piazza genovese, come numero di tifosi insieme arriva al livello delle big: così è facile trovare risorse».

Quindi questa gestione potrà portare tanti benefici. Prima era impossibile o semplicemente più difficile?
«C’erano obiettivi diversi. Il Consorzio era nato per far lavorare le consorziate. La parte della Costa Edutainment, quella di mia competenza, curava i rapporti con la stampa, le pubbliche relazioni, non svolgevo un’attività quotidiana se non come presidente, per quanto potesse essere utile. Con le sqaudre in campo, oltre a costare meno la gestione, sarà più facile lo sviluppo dello stadio. Esempio lampante ce l’abbiamo con il manto erboso fatto l’anno scorso: un bellissimo esempio di come vadano fatte le cose. Le due squadre si sono accordate tra loro, quindi con la Lega e il fornitore. Questo campo sperimentale ha avuto grande successo. Un esempio di buona collaborazione tra le due squadre al di là della rivalità sportiva: si può collaborare per avere un gran campo. Poi ci sarà il famoso ascensore per i giornalisti e tante altre cose».

Vi siete già dati una scaletta sui lavori da portare a termine?
«La Luigi Ferraris è la società incaricata di questo. Ci sono i due amministratori delegati e consiglieri delle squadre. Ci siamo sentiti anche negli ultimi giorni, fino all’altroieri ero controparte, da oggi invece sono con loro sulla stessa barca: ho cercato di portare loro a conoscenza di quanto accaduto negli ultimi tre anni e anche cercare di stimolarli. Ricciardella e Bosco stanno già lavorando e ci siamo dati appuntamento. Tante cose non si riusciranno a fare quest’anno, penso agli spogliatoi. L’importanza dello stadio gestito dalle due squadre è proprio questa: Samp e Genoa conoscono il loro calendario e potranno lavorare al meglio per l’organizzazione degli interventi, in totale trasparenza. Quindi utilizzare al meglio soste, anticipi e posticipi. Prima con il Consorzio si era spesso a trattare, oggi quell’ostacolo e scomparso e i tempi saranno più snelli».

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