Bonazzoli: «Avevo bisogno di giocare. Ferrero? Tiene molto alla Samp»

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Arrivato quest’estate alla Sampdoria con buone prospettive di partecipare attivamente alla stagione dei blucerchiati, Federico Bonazzoli ha finito per vedere il campo solo per pochi minuti con Walter Zenga e così, durante il mercato di gennaio, è stato ceduto in prestito alla Virtus Lanciano, club di Serie B.

Il giovane attaccante classe ’97 ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di calciomercato.com, facendo sapere di come non sia affatto deluso di come siano andate le cose con la società di Massimo Ferrero: «Io avevo bisogno di giocare. Giustamente la Sampdoria è un club ambizioso, con una grande storia, non era facile per me. Ho preferito fare un passo indietro, tra virgolette,  anche se non lo è perché sono giovanissimo e la serie B resta un campionato difficile e importante. Sono venuto al Lanciano perché è stata la squadra che più mi ha cercato e voluto rispetto alle altre. Non mi pento della scelta, ho segnato il mio primo gol tra i professionisti e spero di farne altri per salvare il Lanciano».

Un reparto offensivo veramente invidiabile, quello del club abruzzese, sia per la giovane età che per la qualità dei suoi componenti. E infatti Bonazzoli si è dovuto far spazio, non senza difficoltà, tra le gerarchie dell’attacco: «So che c’è molta concorrenza, credo sia importante perché ti spinge a dare sempre il massimo. Di Francesco e Marilungo? Due ragazzi eccezionali. Non sono un tecnico, quindi non li presento, ma a livello umano sono dei compagni fantastici. E’ bello condividere questo periodo con loro, davvero».

E sul suo ruolo in campo: «Mi piace svariare su tutto il fronte. Gioco per fare gol, posso considerarmi prima punta ma cerco di aiutare anche la squadra».

Da febbraio sulla panchina del Lanciano è arrivato Primo Maragliulo, che ha portato grinta e risultati, nonostante la 17.a posizione non rappresenti ancora la tranquillità: «E’ verissimo, con la sua nomina sono arrivati i risultati. Adesso ci siamo un po’ fermati, veniamo da un paio di risultati non positivi. Ci tiene tutti sulla corda, sia quando abbiamo fatto quella lunga striscia positiva, sia ora che le cose non stanno andando per il verso giusto. Ci tiene sempre sulle spine, è giusto così».

Domani sfida salvezza per Bonazzoli e compagni, che incontreranno il Latina attualmente a pari punti: «Bisogna andare sempre con l’obiettivo di vincere la partita, mai di pareggiare. Un successo ci darebbe uno slancio in classifica notevole, è una gara importante per noi».

Il suo passato appartiene all’Inter, squadra in cui ha fatto tutta la trafila delle giovanili e con cui è riuscito ad ottenere anche qualche presenza in prima squadra. Un’esperienza che gli ha regalato incontri speciali, come quello con Mauro Icardi: «Ho trascorso molto tempo, fortunatamente, con la prima squadra e con Icardi avevo un ottimo rapporto. Prendevo spunto da lui per come si muove in campo. E’ una persona per bene, generosa. Aiutava molto spesso noi più giovani, ad inserirci nel gruppo».

A proposito di ex-blucerchiati, ora anche Eder Citadin Martins è passato a indossare la casacca nerazzurra, ma Bonazzoli può vantare di aver condiviso con lui lo spogliatoio fino a gennaio: «E’ un ragazzo eccezionale, sempre sorridente e disponibile con tutti. In campo sta facendo vedere cose importanti, una stagione strepitosa. Adesso è esploso definitivamente, magari qualcuno non se l’aspettava. Con tutto il talento che ha il gol arriverà presto».

Una vita passata nell’Inter, e poi alla cessione alla Sampdoria. Delusione? «No, assolutamente. E’ stata una scelta che abbiamo preso insieme, di comune accordo. Io non ho rimpianti, ho sempre dato il 100% per la maglia nerazzurra. Anche l’Inter con me si è comportata sempre in modo esemplare: mi ha messo nelle condizioni di esprimermi al meglio. Io sono tranquillo, so di aver fatto la scelta giusta. I rapporti con l’Inter sono buoni, non posso sputare nel piatto dove ho mangiato. Io l’ho vissuta sapendo che il lavoro del calciatore è anche questo. Penso che la società fa i suoi e i nostri interessi».

Bonazzoli, come altri interessanti giovani militanti in cadetteria, ha attirato a sé le attenzioni di grandi società di Serie A come la Juventus: «Sono rumours, quando sento accostare il mio nome alla Juve mi sento orgoglioso. La storia del club non la scopro io. Penso al campo e a fare bene, tutto dipende da me. Spero un giorno di giocare nella Juventus, è una squadra storica. Forse la più acclamata in Italia, sono cose che mi fanno molto piacere».

Prossimo obiettivo conquistare la fiducia di mister Di Biagio per una convocazione in Nazionale Under 21: «Sicuramente, senza Nazionale un giocatore può considerarsi completo a metà: tutti sognano di vestire la maglia azzurra, io in primis. So che se lavoro bene qui a Lanciano le cose poi arrivano piano piano. Sinceramente mi pongo degli obiettivi e questo è uno di quelli. Non mi pongo limiti, voglio dare sempre il massimo. Non posso dire quanti gol farò, cerco sempre di dare il massimo».

Un’ultima battuta sul presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, personalità decisamente singolare in un mondo come quello del calcio: «E’ una persona perbene, ci tiene tantissimo alla Sampdoria. Noi lo consideravamo quasi come un padre, era tutti i giorni a Bogliasco, ci tiene tantissimo alla Samp. Io posso solo ringraziarlo – conclude – mi ha voluto lui».

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