Brady: «Orgoglioso di aver messo le basi per la grande Samp»

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Liam Brady festeggia oggi il suo sessantesimo compleanno. Lo fa nelle vesti di commentatore televisivo per là Premier League e ambasciatore dell’Arsenal nel mondo dopo averne diretto il settore giovanile.

 

Il centrocampista irlandese, nonostante i diciotto anni trascorsi nello staff dei Gunners, non dimentica le stagioni tra il 1982 e il 1984 con la maglia della Sampdoria: «Mi sono divertito. E sono orgoglioso di aver messo le basi per la più grande Samp di sempre. La Samp era una neopromossa ma Mantovani voleva creare una squadra tra le più forti. Prese me e Francis, c’era Mancini, poi Vierchowod, Souness e tanti altri. Giocavamo un bel calcio, abbiamo vinto grandi match, eravamo fuori dalla lotta scudetto ma mettevamo le basi per il futuro. Amavo le partite con la Juve. Appena arrivato li battiamo con gol di Ferroni. Al ritorno pareggiamo ma prima della partita nasce mia figlia Ella a Torino, dove l’anno dopo abbiamo vinto e ho segnato su rigore. Ero molto legato a Vierchowod. Quando era alla Roma mi “menava”, poi quando è arrivato ho visto che picchiava pure in allenamento e ho capito che era meglio stare in squadra con lui…la verità è che in Italia c’erano i difensori migliori e lui era bravissimo».

 

Da passato a presente. Dalla Samp di allora a quella di oggi: «Conosco Cassano. Quando ero assistente di Trapattoni con l’Irlanda affrontammo l’Italia e si parlava tanto di Cassano. Gran giocatore e gran personaggio, ma forse il personaggio ha prevalso sulle doti. So che quest’anno la Samp sta soffrendo, i miei amici di Arenzano mi aggiornano. Spero si riprenda presto. I tifosi blucerchiati – ammette Brady a Il Secolo XIX – sono sempre stati caldi con me, anche quando sono andato all’Inter hanno continuato a volermi bene. Ricambio l’affetto, spero di venire presto a trovarvi».

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