Calciomercato Sampdoria: la rosa. Sei partite per valutare il futuro

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© foto Valentina Martini

Calciomercato Sampdoria: la rosa. Sei partite per valutare il futuro di questa squadra. Chi trattenere, chi può partire a prescindere dalle voci di mercato

Il calciomercato non è una scienza esatta, ci sono tante variabili che determinano il successo o l’insuccesso di una sessione di mercato. Ci sono troppi interpreti in mezzo: società acquirenti, procuratori, giocatori, società titolari del cartellino, terze squadre alle finestra. Ma se dovessimo ragionare senza tener conto del portafoglio, senza tener conto delle volontà dei procuratori e dei giocatori, quali sarebbero le valutazioni da fare in queste sei partite che rimangono? Quali sono i giocatori sui quali pendono ancora dubbi? Facciamo una disamina della rosa blucerchiata partendo dall’idea (purtroppo impossibile) che non si debba vendere nessuno e che nessuno venga a cercare i nostri talenti. La rosa della Sampdoria per quanto riguarda il reparto portieri è senza dubbio coperta: Viviano è una certezza, Puggioni una sicurezza. Falcone può imparare dai migliore e, per chi segue la Primavera, Titas Krapikas non è una scoperta (ma di lui parleremo a tempo debito). La squadra blucerchiata in questo reparto non deve intervenire per il presente e per il futuro.

DIFESA: DILEMMA TERZINI, QUATTRO CENTRALI – Per quanto riguarda la difesa non c’è nessun problema per il ruolo dei centrali: la Sampdoria è coperta. Skriniar – Silvestre hanno giocato tutto il campionato assieme e sono una certezza, Regini può tornare a coprire il suo ruolo naturale qualora ci fossero soluzioni sull’esterno valide e poi c’è Lorenzo Simic un sicuro candidato ad essere l’erede del numero 37. Speriamo che ci sia l’occasione di vederlo in azione in questo finale di campionato, noi l’abbiamo visto giocare contro il Lugano e siamo rimasti positivamente impressionati: è ancora acerbo come lo era Skriniar all’inizio ma può benissimo ripercorrere il suo cammino. Il dilemma è quello relativo alle fasce: da un lato abbiamo Bereszynski e Sala, il primo con tutti i limiti sottolineati da Giampaolo riguardo l’approccio in un nuovo campionato e la lingua (situazioni risolvibili con l’esperienza), il secondo parecchio falcidiato dagli infortuni e che, con la Sampdoria, gioca in ruolo prettamente non suo (col Verona giocava sì esterno, ma offensivo e in un 4-4-2). Nella fascia dominata ora da Regini è più complicato: Dodo e Pavlovic saranno quelli più valutati per l’ipotesi cessione. Per l’esterno brasiliano il problema è la testa, perché il talento potenzialmente c’è: Giampaolo ci sta lavorando e vuole da lui il salto di qualità che, non dovesse esserci potrebbe determinare un problema avendo 25 anni. Pavlovic è un classe 1988, quindi un ragazzo già maturo che abbiamo visto scarsamente impiegato. La ricerca sul mercato di un terzino valido da mettere su quella fascia per evitare un Regini-bis è sicuramente la prima voce della lista della spesa.

CENTROCAMPO E ATTACCO: MANCA UN VICE BARRETO, DILEMMA BUDIMIR – Sicuramente il centrocampo è il reparto dove si deve toccare di meno. Stiamo ragionando sulla base di un mercato dove non si venda nessuno dei migliori, quindi Torreira resta in cabina di regia e come suo sostituto ha Cigarini (dilemma se accetti un secondo anno di panchina), da un lato Linetty e Praet, dall’altra parte Barreto. Se si dovesse pensare a un rinforzo a centrocampo sicuramente quello che manca è un giocatore che possa sostituire Edgar per caratteristiche e esperienza, senza pensare di adattarci Djuricic. E poi c’è Angelo Palombo, utilizzabile un po’ ovunque o davanti alla difesa in caso di emergenza o a centrocampo anche se le primavere sulle sue spalle cominciano a contarsi. Sulla trequarti c’è fin “troppa” abbondanza: il già citato Djuricic, Alvarez e Fernandes, è una situazione che andrà risolta. Ma veniamo all’attacco: Muriel-Quagliarella, Schick-Budimir. L’unico da valutare è il talento croato: difficile pensare di cederlo senza che possa essersi messo in mostra sul finale di campionato. Impensabile proporlo come sostituto di Schick perché il talento ceco è sicuramente di livello superiore. La speranza è di vederlo in azione, magari proprio domenica, contro la sua ex squadra, per capire quanto potrà servire alla causa blucerchiata.

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