Calma e sangue freddo

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Non gettiamo via il bambino con l’acqua sporca. Non eravamo dei fenomeni prima e non siamo una squadretta da oratorio nemmeno adesso. A maggior ragione pensando che sì, questa è la terza sconfitta consecutiva, la seconda in trasferta, ma è del trio l’unica veramente meritata. Perché come non bastava un tempo contro il Milan, non basta una mezz’ora contro il Bologna. Una mezz’ora che in fin dei conti ha dato buoni spunti di riflessione, ma di fatto si è rivelata inconcludente. Tanto fraseggio, tanti tocchi, ma poi è sempre mancato quel quid per arrivare in maniera efficace alla conclusione.

E allora visto che non possiamo permetterci di piangerci addosso con solo una manciata di giorni prima della difficilissima trasferta contro il Cagliari, avversario che storicamente patiamo tantissimo, meglio concentrarci su cosa è andato bene e ripartire da quello. E sostanzialmente a essere andata veramente bene è soltanto una cosa, o due forse. Finché la squadra ha ingranato ha dato ottime sensazioni anche Praet: prove d’intesa con Muriel, movimenti e intensità da centrocampo in su. E quando la Sampdoria si è persa, ha comunque cercato di non farsi coinvolgere dallo smarrimento dei compagni.

E una menzione particolare va fatta anche per capitan Vasco Regini, che nella prima mezz’ora di gioco sembrava un altro, salvo poi tornare a essere il solito mano a mano che la squadra è calata. Le partite sono fatte da 90 minuti di gioco e non di 30, per cui incensare un calciatore sulla base di 1/3 di partita suona quasi ridicolo. Ma in quella mezz’ora la maggior parte degli spunti in avanti sono arrivati proprio dalla sua fascia di competenza, facendo sembrare il buon Vasco quasi buggato, per dirla come va di moda tra i videogiocatori. Se la squadra lo sostiene, anche l’ex Empoli è in grado di dire la sua, e chi scrive mai è stata generosa nei suoi confronti.

In chiusura però una tiratina d’orecchie a mister Giampaolo concedetemela. Perché è pur vero che siamo solamente a inizio stagione e se la squadra a fine settembre non fosse in grado di reggere una partita ogni 5 giorni ci sarebbe da preoccuparsi molto. Ed è altrettanto vero che il turnover non paga sempre, anzi, spesso può fare più danni della grandine come successo proprio ieri sera al Sassuolo. Tuttavia forse quella di ieri sarebbe stata la partita giusta per qualche piccola rotazione. Rotazioni che mi piacerebbe comunque vedere, anche già domenica: dico Cigarini per Torreira, che sta esaurendo le batterie, Schick o Budimir per questo Quagliarella, che oltre alla buona volontà non ha offerto altro. O anche provare Bruno Fernandes. Quest’anno la qualità non ci manca: sfruttiamola al meglio.

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