Campagnaro: «Penso sempre alla Samp, potevo tornare ma…»

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È stato uno dei difensori più forti che abbia indossato la maglia della Sampdoria negli ultimi 15 anni. Molto sfortunato, spesso ai box per problemi fisici, ma con la sua grinta e la sua bravura in due anni ha conquistato la piazza genovese. Hugo Armando Campagnaro si è presentato al grande calcio proprio con la maglia della Sampdoria. Poi il Napoli, il periodo più alto della sua carriera, quindi il biennio nerazzurro all’Inter. Oggi Hugo è a Pescara, leader degli abruzzesi pronti a lottare per tornare in Serie A, magari già dalla prossima stagione.

Hugo, dopo anni ad altissimo livello stai finendo la tua prima stagione in Serie B. Il Pescara è un club ambizioso, che cosa è stato determinante nella tua scelta di scendere di categoria?
«Avendo già 35 anni e sapendo che non potevo ambire a qualcosa di più, ho provato a trovare una squadra con obiettivi importanti in un posto in cui si stia bene. Ho pensato che il Pescara fosse la squadra che faceva per me e non ho avuto dubbi a venire qui. Sono contento della decisione presa».

Gli infortuni non ti hanno dato pace. Hai dei rimpianti?
«Mi sarebbe piaciuto infortunarmi un po’ meno, i miei migliori anni sono stati a Napoli dove non mi sono quasi mai fatto male. E penso che senza infortuni anche la storia con l’Inter avrebbe potuto essere diversa. Ma pensare a quello ormai è inutile, adesso quello che penso è stare bene qua a Pescara e cercare il modo di non farmi più male».

Due anni fa era sembrato dovessi tornare alla Sampdoria: tutto vero? Come mai l’affare non andò in porto?
«È vero, però in quel momento ero all’Inter e siccome il primo anno lì non era andato tanto bene, volevo dimostrare alla squadra che potevo rifarmi, l’avevo pressa come una sfida. Ma i tanti infortuni non mi hanno permesso di dare tutto quello che potevo».

Alla Sampdoria sei rimasto solamente due anni ma hai lasciato un ricordo indelebile. Ripensi mai alla tua esperienza genovese? Il ricordo più bello?
«Sì, ci penso sempre, sono stato benissimo e sono stati due anni che mi hanno permesso di migliorarmi e di giocare dopo ad alti livelli. Il ricordo più bello e il derby vinto con il gol di Maggio».

Quest’anno la difesa è stato il grande problema della Samp: solo 6 partite senza subire reti e 49 gol subiti in totale. Che cosa è mancato?
«Il modo di giocare che ha avuto la Samp quest’anno non era il più adatto per fare bene nella fase difensiva. Quando hai tanti giocatori che pensano ad attaccare è normale che dopo si soffra dietro. È una squadra che ha subito tanto ma che ha creato altrettanto».

In chiusura: ti vedi calcare i campi da calcio ancora a lungo o pensi già al futuro, magari nelle vesti di allenatore?
«Non ancora, fisicamente mi sento bene. Se non ci fosse per gli infortuni non avrei nessun tipo di problema per continuare».

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