Cassano, è arrivato il momento

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Non doveva essere il salvatore della patria e nemmeno il grande protagonista di questa stagione. D’altra parte è anche troppo grande per essere una semplice comparsa e nonostante l’età non più verdissima relegarlo a ruolo di gregario come un qualaisi giocatore di seconda fascia sarebbe stato sciocco. Dopo due gare consecutive viste dalla panchina sabato sera a Verona potrebbe tornare protagonista in campo Antonio Cassano, nel ruolo di riserva di lusso che era stato effettivamente chiamato a ricorprire.

L’esplosione tardiva di Correa ha fatto in modo che solamente adesso il barese potesse svolgere tale compito e anzi, erroneamente per un breve periodo della stagione ci eravamo convinti che la salvezza sarebbe proprio passata per i suoi piedi. Sarebbe stato bello, un sogno rivederlo protagonista cinque anni dopo, determinante allo stesso modo. La verità però è che anche i grandi campioni sono chiamati a sedere in panchina, accettare il fatto di dover lasciare il loro posto ad altri per il bene del collettivo aspettando il loro momento.

Montella ha saputo toccare le corde giuste ed ecco quindi come Cassano abbia preso maggior consapevolezza del suo ruolo: essere capace di illuminare di blucerchiato una città intera durante il derby di cui è stato il protagonista assoluto, ma anche accomodarsi in panchina contro Bologna e Torino, giocare appena 15 minuti contro la sua ex Roma, quindi ancora due panchine contro Inter e Frosinone dopo l’ora in campo contro l’Atalanta. Cassano sorride e si allena conscio del suo ruolo anche nel giorno libero, seguito dal fedele preparatore Tibaudi che non lo abbandona mai. È un Fantantonio sereno, che ha voglia di sorridere e divertirsi in campo. E che sa che prima del piacere viene il dovere.

Sabato sera a Verona dovrebbe tornare a essere protagonista: di supporto a Quagliarella, assieme a Ricky Alvarez, pronti a scardinare la difesa gialloblu degli ex Pazzini e Delneri. Il primo sarà assente per squalifica, il secondo guiderà i suoi dalla panchina. E chissà che vedendo il suo ex 99 con quella maglia addosso non gli venga un po’ di nostalgia pensando a quel che era stato, a quello che avrebbe potuto essere. Ma questa è un’altra storia e la racconteremo un altro giorno.

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