Cassano: «Ieri ci siamo complicati la vita. Nazionale? Ci spero»

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Sempre più titolare e sempre più in forma, l’Antonio Cassano delle ultime partite è meraviglia per gli occhi: corsa, sacrificio, assist, gol…basta chiedere e lui lo fa. Il fantastista di Bari Vecchia sta provando a tirare fuori la sua Sampdoria dal pantano delle zone basse della classifica, ma i risultati da due partite non arrivano.

Questa sera il numero 99 blucerchiato è stato ospite a TikiTaka, trasmissione in onda su Italia1 condotta da Pierluigi Pardo, suo grande amico. Una cosa certa è che, senza le sue “cassanate”, Fantantonio avrebbe potuto arrivare sull’Olimpo del calcio, dati i suoi mezzi tecnici, ma lui non sembra avere rimpianti: «Questa storia del Pallone d’Oro va avanti da dieci anni, me lo dicono tutti. Mi sono rovinato da solo, sono quello che a Bari si chiama “sfaticato”, ma io sono contento così. Nella vita l’importante è vivere felici e io sono così».

Quest’anno la lotta per lo scudetto si fa interessante e la Juve non sembra più l’unica candidata al titolo: «Chi vince il campionato? Beh, da interista vorrei che lo vincesse l’Inter, ma a Napoli ho un grande amico che è Lorenzo Insigne, che ad oggi è il giocatore italiano più forte, quindi tiferò per loro nel caso i nerazzurri non ci riuscissero».

Dopo la partita con la Juventus, disputata al “Ferraris” la settimana scorsa, Cassano si è intrattenuto parecchi minuti con Gigi Buffon: «Ci siamo abbracciati e abbiamo parlato di un po’ di cose. In campo mi ha detto “E’ l’ultima volta che ci scambiamo le maglie all’intervallo – racconta divertito – perchè ogni volta che lo facciamo mi fai sempre gol, ti dò un pugno in testa la prossima volta!”». E sul presunto litigio durante i Mondiali con lo stesso portiere della Nazionale: «Niente di vero. Ormai non ci faccio più caso, ho le spalle larghe e mi scivola tutto addosso. Quando devono buttare un po’ di fango addosso a qualcuno, fa comodo buttarlo su di me».

Higuain e Dybala, i due argentini che stanno dominando il campionato con i loro gol, diventati ormai simboli delle rispettive squadre: «Chi scelgo tra i due? Tutta la vita Higuain. Dybala è un buon giocatore, ma lui sono dieci anni che fa la differenza al Real Madrid, al River Plate e ora al Napoli. E’ l’attaccante più forte al mondo insieme a Suarez».

Solo stima per Allegri, che ha ottenuto dieci vittorie di fila con la sua Juventus: «Lo conosco fin troppo bene. E’ una persona fantastica, è uno degli allenatori più bravi al mondo e sa gestire un gruppo di campioni. Riesce a farti sentire importante, riesce a bastonarti quando deve e il merito della rimonta della Juve va a lui, perchè avevano perso tanto con le cessioni di Pirlo, Tevez e Vidal».

Sulla sconfitta di ieri contro il Carpi, tanto rammarico per Cassano, che ha colpito anche un traversa su un bellissimo tiro da fuori area: «Abbiamo avuto tante palle gol, ma abbiamo perso 2-1. Purtroppo il calcio è questo. Abbiamo giocato su un campo ghiacciato, potevamo vincerla ma ci siamo complicati la vita con un atteggiamento non certo di altissimo livello. Il Carpi correva, menava, e hanno vinto meritatamente loro. Ormai pensiamo alla prossima partita, e vedremo di rovinare la festa al Napoli».

Un confronto tra presidenti, del passato e del presente: «Riccardo Garrone o Massimo Ferrero? Naturalmente scelgo il primo. Con tutto il rispetto per Ferrero, a cui voglio bene, il mio presidente rimarrà sempre Garrone. Quello che è successo è l’unica cosa che non rifarei nella mia vita, Garrone rimarrà sempre nel mio cuore, non so neanch’io quanto gli ho voluto bene».

Un’ultima battuta sulla Nazionale, dalla quale aspetta una chiamata per gli Europei: «Quante possibilità ci sono? Una su un miliardo, ma Conte è uno a cui piace la gente che si sacrifica per la squadra, che corre tanto, e per questo a 33 anni ho cambiato il mio modo di giocare e di allenarmi. Se ho una possibilità su un miliardo, me la voglio giocare. E’ quasi impossibile, ma Conte non chiude mai le porte a nessuno e io ci voglio sperare. Darò tutto quello che potrò, altrimenti farò il tifo per loro ugualmente».

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