Cassano: «Zenga Non mi poteva vedere. Garrone? Rimarrà sempre un vuoto»

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E’ un Cassano in vena di confessioni, quello che ha rilasciato a Sky Sport una lunga intervista, in cui inizia a parlare del rapporto problematico con l’ex-allenatore Walter Zenga: «La cosa che mi ha fatto più imbufalire è stato il fatto che dopo il 4-0 in Europa League lui ha messo sempre il veto e, quando il presidente Ferrero è riuscito a portarmi alla Samp, Zenga mi ha detto che non era colpa sua. Scusa, fammi capire…Fino a venti giorni fa non mi volevi, me l’ha pure confermato al telefono, e poi quando siamo faccia a faccia mi dici che erano gli altri a non volermi alla Samp? Allora ho beccato lui e Ferrero insieme e li ho pregati di dirmi come stavano le cose, ho snocciolato tutte le problematiche e da lì non ha più detto una parola. Li ho incontrati la settimana prima della partita contro il Torino, e da quel giorno là gli ho detto in faccia tutto quello che pensavo e mi son messo solo a fare il professionista, ma solo perchè ero alla Sampdoria, perchè se fossi stato in un’altra squadra non avrebbe fatto vita con me. Comunque non abbiamo avuto tante discussioni con Zenga, lui mi vedeva in un modo e io in un altro».

Fino all’arrivo di Montella, il suo impiego in campo era assai ridotto, e al fantasista di Bari Vecchia era anche passato per la testa di mollare il calcio: «Sì, addirittura di smettere, perchè avevo fatto veramente di tutto per venire alla Sampdoria. Ho pensato di andare a giocare negli Emirati Arabi, oppure di mollare tutto, perchè non ce la facevo più a fare quella vita. Allora sono andato da altre persone e ho chiesto un parere su di me, perchè l’occhio è diverso, tu ti vedi in un modo, ma altri magari no. “Se stai bene fisicamente, puoi fare ancora la differenza”, mi hanno detto, e qua aveva ragione Vincenzo (Montella, ndr). Grazie a Dio è cambiato tutto con lui. Ora come ora, che mi sto divertendo, farei ancora due o tre anni prima di appendere gli scarpini al chiodo, sempre che la forma fisica me lo permetta. Per far pena a qualcuno, giusto perchè sono Cassano, preferisco mollare».

Una volta fuori dai campi, però, la sue ambizioni rimarrebbero comunque confinate nel mondo del calcio:«Come mi vedo a 40 anni? Mi piacerebbe fare il direttore sportivo, o il direttore tecnico, ma non l’allenatore perchè non riuscirei a farlo. E poi se trovo uno come me, come lo gestisco? (ride, ndr)».

Tiene banco la questione degli insulti a Roberto Mancini dopo la partita di Coppa Italia, ma Cassano sembra non dar troppo peso alla questione: «Sarri ha sbagliato, ma non voleva offendere nessuno. Non bisogna farne una tragedia, si va avanti, e poi sono cose che devono rimanere tra lui e Mancini, Roberto ha sbagliato a divulgarlo, dovevano risolversela loro due».

Sul rapporto col presidente Ferrero: «E’ un finto pazzo, lo fa solo quando vuole, è una persona molto semplice e viene dalla strada, e questo mi piace. Quando parliamo a quattr’occhi è sempre diretto, onesto, una persona a modo».

Un’ultima battuta su Riccardo Garrone e quelle vicende che lo portarono a rompere i rapporti in quel dannato 2010: «Un piccolo vuoto ci sarà sempre, soprattutto ora che non c’è più. Ho fatto l’errore più grande della mia vita a mancare di rispetto a una persona che avevo e avrò sempre nel mio cuore. Lui ha dato tutto per me, come fossi stato suo figlio, e anch’io ho fatto tanto per lui, ma non potevo e non dovevo fare quello che ho fatto».

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