Contrasto al match-fixing: la Samp a lezione

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Il mondo del calcio da ormai 30 anni ha a che fare col ricco mondo delle scommesse, e al brivido del rischio monetario dal quale tanti traggono gusto c’è chi invece vuole eliminarlo per focalizzarsi solo sul mero profitto, sulla montagna di soldi che il calcio sposta ogni anno. Per farlo come nell’ultimo caso calcioscommesse, vengono messe in piedi vere e proprie organizzazioni che arrivano a coinvolgere anche i giocatori, indottrinati in cambio di compensi a indirizzare la partita in cui sono coinvolti.

A questo riguardo la Lega Serie A ha avviato un progetto insieme a Sportradar AG, chiamato “Per l’integrità del gioco: formazione in campo contro le frodi sportive”, che quest’oggi ha fatto tappa a Genova, per incontrare la Sampdoria. I giocatori della prima squadra e quelli delle giovanili hanno preso parte, in due sessioni differenti, insieme allo staff tecnico e i dirigenti, ai workshop di formazione condotti dall’avvocato Marcello Presilla, responsabile per l’Italia di Sportradar AG, che ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Durante gli incontri sono stati tracciati gli identikit dei cosiddetti fixers, i criminali che agganciano i giocatori intrappolandoli nelle truffe, attraverso tecniche di adescamento che sfociano anche in ricatti e minacce pregiudicando il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio. L’obiettivo è quello di far crescere sempre più il grado di consapevolezza di atleti, tecnici e dirigenti attorno al fenomeno delle combine e delle scommesse clandestine, offrendo strumenti di difesa validi contro chi infanga l’immagine dello sport. Un tema delicato, anche per l’enorme movimento di denaro che genera. Secondo i dati rilevati su ogni match della Serie A TIM si puntano in media, a livello mondiale, circa 53 milioni di euro, per un giro d’affari complessivo pari a oltre 20 miliardi a stagione.

A margine dell’evento, ai microfoni del sito ufficiale dei blucerchiati, il direttore Carlo Osti ha commentato così la partecipazione della Samp: «I valori dello sport vanno difesi e tutelati. Ritengo dunque che gli argomenti trattati nel corso degli incontri di oggi abbiano una valenza formativa fondamentale su aspetti del calcio che soprattutto i giovani possono sottovalutare o addirittura ignorare. Sottolinearli con metodologia e prevenzione è la strada giusta da seguire al fine di creare uomini seri e corretti sul rettangolo di gioco così come nella vita di tutti i giorni».

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