Se questa è una squalifica

Danilo sampdoria
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Le decisioni del Giudice Sportivo sul caso Danilo-Muriel, l’ultima partita con il Napoli e un appello per la Sampdoria (che andrà perso)

Il calcio è pieno di fischi, di cori di disapprovazione, a volte anche solo per un passato poco idilliaco con un’ex squadra. Fin qui, tutto ok. Luis Muriel di fischi ne ha presi tanti domenica; personalmente trovo l’atmosfera degli stadi italiani sempre più tossica, quindi il muto è sempre un’opzione valida, ma è bastato alzare un attimo il volume della televisione per capire quale fosse il clima alla Dacia Arena. Un uno contro tutti, che finché si limita ai fischi, ci sta. Ben diverso quello che è successo dopo il pareggio realizzato dal colombiano su rigore: lui esulta in maniera provocatoria (gesto che non condivido, ma che comprendo dopo una giornata di fischi contro), l’Udinese gli salta addosso, Danilo gli mette le mani al collo per 4-5 secondi. Un gesto imperdonabile, che va contro ogni decisione di minimo senso. L’arbitro Pinzani – già protagonista di alcune decisioni controverse su un paio di episodi-chiave per l’Udinese, come il possibile rigore per fallo di Sala su Felipe e il rosso a De Paul – decide nuovamente di strafare ed espelle entrambi. Una follia assoluta: il primo rosso nella storia della Serie A per un’esultanza.

LA DECISIONE TECNICA – Eppure in questi giorni, qui su SampNews24, abbiamo cercato di sviscerare il tutto. Nell’editoriale del lunedì, il nostro direttore Mario Petillo – oltre a denunciare giustamente la follia della frase di Delneri: «Danilo ha difeso un popolo» (perché avrebbe dovuto farlo? I fischi non erano sufficienti?) – ha provato a proporre un’interpretazione, ricordando come Pinzani abbia espulso Muriel magari per evitargli fine peggiore sul terreno di gioco. Per quanto mi trovi spesso d’accordo con lui, questa spiegazione non andrebbe bene in ogni caso, perché significherebbe abdicare la cultura sportiva a favore di soluzioni più nascoste e la sconfitta totale di fronte alla vendetta, che di fatto verrebbe giustificata sul campo. E se Pinzani avesse sentito qualcos’altro riferito da Muriel, come ha suggerito qualcuno? Allora sì, ma cosa avrebbe detto Muriel per beccarsi un rosso diretto dopo essersi già preso fischi e le mani del capitano avversario sul collo? Certo, c’è poi chi fa la moviola e neanche si espone, quindi un’ulteriore riflessione è richiesta in ogni caso.

L’ottimo lavoro di commentare una moviola senza effettivamente dire una parola sull’episodio-chiave.

In questi giorni, abbiamo cercato anche di fare un confronto fra provocato e provocatore. Ci sono diversi casi in Serie A e nel passato: Philippe Mexes che sostanzialmente inscena un match di wrestling con Mauri in Lazio-Milan costò quattro giornate di squalifica al francese, poi pentitosi del gesto compiuto sul campo. E che dire di Mauro Icardi? Anche lui fu fischiato e probabilmente sentì una pressione finalmente liberata nell’esultare sotto la Gradinata Sud dopo l’1-0 in Samp-Inter del 2013-14. Eppure in quel caso l’attuale capitano dell’Inter non prese neanche il giallo, che invece si beccò Andrea Costa, intento a insultare l’ex compagno dalla panchina. Come funziona quindi? Abbiamo qualche difficoltà, anche perché nel frattempo categoria, squadre in campo e situazioni sembrano contare particolarmente nel giudicare un certo episodio. Prendiamo il caso di M’Bala Nzola, giovane attaccante della Virtus Francavilla, che si è beccato otto turni di squalifica in Lega Pro dopo quanto combinato nella gara contro il Livorno.

Vero, siamo un filo più in là di Danilo. Anzi, diciamo un canale. Però la punizione è esemplare e dovrebbe funzionare come canale di rieducazione del giocatore. Invece ieri il Giudice Sportivo si è espresso sul caso Danilo-Muriel e la sentenza è stata francamente svilente: una giornata al colombiano, due al capitano all’Udinese. Oltre al danno, la beffa. Ed è francamente straordinario come la Sampdoria serva sempre a creare nuova giurisprudenza: ricordate il caso-bestemmie, con lo zio birichino di Buffon e un Bovo intento a usare il calendario non come riferimento temporale, ma semmai liberatorio in un famoso Palermo-Lazio della stessa stagione? Niente, la lista degli squalificati per bestemmia comprende poche vittime eccellenti, tutte facilmente colpibili (gli ultimi in lista sono Maran, Moreno Longo e Serse Cosmi). Mimmo Di Carlo, ai tempi del Chievo, fu il primo squalificato per bestemmia; a seguirlo Nicola Pozzi nel 2010-11, quando ancora giocava alla Sampdoria, con una scena direi quasi comica. Beccato a bestemmiare nel sottopancia del “Manuzzi” dopo Cesena-Sampdoria (qualcuno dice addirittura mentre era intento a mangiare una piadina), l’attaccante venne squalificato per un turno.

LA PARTITA CONTRO IL NAPOLI – Qui viene il bello, perché Muriel mancherà in una gara che sembra sempre più dall’esito scontato. Il Napoli viaggia a velocità pazzesche, è primo nel girone di ritorno e sembra ben altra squadra rispetto a quella macchinosa e inceppata che la Sampdoria aveva quasi fermato nella sfida di gennaio. Anzi, l’affrontare i partenopei all’ultima giornata fa male anche in ottica 10° posto, un discorso che doveva esser chiuso da molto tempo e che invece rischia di svanire all’ultimo step. Ma con la Sampdoria che non ha nemmeno presentato ricorso per la decisione su Danilo, viene quasi una tentazione che funge anche da protesta.

L’ABITO FA IL MONACO, FORSE – Il due più due viene facile facile. La proposta potrà sembrar scabrosa, ma perché la Sampdoria – per una volta – non prende una decisione che possa veramente inficiare sul calcio nostrano e che al tempo stesso sia una protesta vera e propria? Perché non schierare la Primavera contro il Napoli? Non si può. E il motivo è fortunatamente valido, ovvero il fatto che la Primavera si giocherà un posto nelle Final Eight contro il Torino proprio di domenica, alle ore 14. E allora io vado oltre: perché non schierare gli Allievi? Sarebbe un gesto forte e per una volta la Sampdoria farebbe della vera contestazione a decisioni che – come abbiamo visto in questa sede – la vedono cavia per nuovi casi di giurisprudenza sportiva, senza neanche il clamore mediatico che accompagnerebbe un qualunque gol annullato a una grande del nostro calcio. E poi, diciamocela tutta: nonostante l’inesperienza, siamo sicuri che domenica l’imbarcata non sia comunque in arrivo, vista la striscia negativa delle ultime gare? Allora tanto vale concedere qualche minuto ai giovani e unire l’utile al dilettevole.

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