E. Mantovani: «Samp, mi aspettavo di più, ma Montella ha tempo per lavorare»

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La prossima sfida di campionato metterà di fronte alla Sampdoria la Fiorentina di Paulo Sousa, e non sarà una gara come le altre per Vincenzo Montella, che ritrova la sua ex squadra per la prima volta dopo i fatti della scorsa estate. Questa mattina il tecnico blucerchiato si è tolto qualche sassolino alimentando il fuoco della sfida.

Ai microfoni di violanews.com, per anticipare i temi della sfida e parlare di Vincenzo Montella è intervenuto l’ex Presidente blucerchiato Enrico Mantovani: «In questa stagione mi sarei aspettato di più dalla Samp, ma non so se più da Vincenzo o dalla squadra e dall’ambiente. Sicuramente quando la società ha deciso di cambiare tecnico, si pensava a qualcosa di diverso rispetto alla realtà di oggi. È anche vero che quella di Zenga e quella di Montella sono due metodologie di gioco talmente diverse tra loro da lasciare presagire la necessità di più tempo a disposizione di quest’ultimo. Come sarà l’accoglienza del pubblico viola al loro ex tecnico? Per come è andato via, credo che non ci sia stato niente di traumatico con la tifoseria. È un allenatore che fa giocare bene la sua squadra, io stravedo per lui. Fosse per me lo applaudirei».

Questa mattina sono tornate le ombre sull’interuzione del rapporto fra Montella e la Fiorentina: «Ero convinto che avendo fatto bene a Firenze, Vincenzo avrebbe avuto l’opportunità di restare o, al limite, di andare in un’altra squadra. Dall’esterno, il divorzio tra la Fiorentina e Montella mi è sembrata una situazione abbastanza anomala. Probabilmente Vincenzo aveva ragione sui pochi investimenti da parte della Fiorentina, una lamentela fatta anche dell’attuale tecnico. Capisco anche, però, che non si possa pretendere ciò che non si può dare, e per questo dico che me la terrei stretta la proprietà attuale. Arriverà sicuramente il momento in cui la Fiorentina vincerà nuovamente lo scudetto, ma anche stare stabilmente tra le prime cinque del campionato è un gran bel risultato. I risultati eccezionali arriveranno, ma dovranno essere valutati nella loro eccezionalità e non come qualcosa di dovuto».

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