Ferrero: «A gennaio non vendo nessuno. Alvarez? Qui farà benissimo»

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Un anno e mezzo da presidente e qualche soddisfazione raccolta lungo la strada: per Massimo Ferrero, il bilancio è positivo. Il patron blucerchiato ha voluto tirare le somme in un’intervista di fine anno realizzata ai microfoni de “Il Secolo XIX”, ricordando però un concetto: «Non sempre le cose vanno come vogliamo, ma con Zenga ci siamo fatti gli auguri per Natale e restiamo amici». Magari anche qualche altro presidente gli avrà fatto gli auguri: «Come no, tutti quanti! Di me hanno paura, perché non mi faccio fregare, ma alla fine mi vogliono tutti bene. Scherzi a parte, ho ricevuto messaggi da tutti e ci tengo di cuore a farli alla mia famiglia della Samp, dai giocatori all’ultimo dei tifosi».

MERCATO E ALVAREZ – Il 2016 inizierà con il calciomercato e con l’interrogativo sulla possibilità di spendere o meno sul mercato: «Ancora?! Non vendo nessuno, come ve lo devo dire? Nes-su-no! Restano tutti e farò altri due-tre regali al professor Montella che lo merita. Poi se arrivasse uno con 15 milioni per Soriano, ne parleremmo tra noi, ma non succederà». Alvarez è uno dei regali: «Lui è il primo, ma non stiamo parlando di un giocatorino. Sapete che non me ne intendo, ma gli addetti ai lavori dicono che è un grandissimo: se non ha fatto bene in Inghilterra, è perché si è fatto male e quel calcio è molto diverso dal nostro, troppo fisico. Qui farà benissimo».

COLPI INVERNALI – Sugli altri colpi di mercato: «Di mercato dovete parlare con gli altri dirigenti, ma sono i soliti nomi che circolano: non mi fate ripetere. Magari aggiungete alla lista Kramaric: lo seguiamo da un anno…». Se non si vende, però, ci si chiede da dove arriveranno i soldi: «Ancora non l’avete capito che i soldi sono quasi sempre virtuali in questo calcio? Voi pensate che uno per prendere un giocatore spenda dieci milioni, ma non è realmente così. Oggi è tutto un pagamento a rate e con le cifre che finiscono appuntate alla Lega. Ovviamente i club coprono con le fidejussioni bancarie, ma sui giornali si scrive sempre venduto a 10, a 30, ma non sono milioni che si toccano. E comunque i soldi non sono tutto: serve passione e aumentare i ricavi».

INTER E 2016 – Con Thohir c’è stata un po’ di maretta, ma forse i due si parleranno per quanto riguarda il mercato: «Sì, qualche loro difensore ci potrebbe interessare. Ma lo so dove volete arrivare: Éder. E allora siete de coccio! Non vendiamo a gennaio, ci rinforziamo!». Un desiderio per il 2016: «Il derby che a Genova ho capito vale come una Champions. E poi tornare in Europa senza l’aiutino, con le nostre gambe».

VOLPI E IL CLUB – Alla parola “Volpi“, Ferrero è criptico: «Vi rispondo selvaggina (ride, ndr)! Aridaje! Sempre lì volete finire: non c’è nulla, finitela con questa storia. Sarei voluto andare a vedere Roma-Spezia di Coppa Italia e non l’ho fatto per evitare speculazioni giornalistiche. Credetemi, finché non vinco non vi libererete di me». Secondo Ferrero, la società è in salute: «Da gennaio mettiamo la prima pietra del futuro centro sportivo di Bogliasco, che sarà la nostra fabbrica di talenti. Abbiamo aumentato i ricavi, ridotto i costi, creato un parco giocatori di grande valore e c’è Montella. Meglio di così non potremmo stare. Per i numeri precisi, potete chiedere all’avvocato Romei: è lui che sa tutto ed è la persona di cui più fido al mondo».

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