Ferrero: «Con Cassano ho un ottimo rapporto. Zenga? Con lui i ragazzi non si sentivano sicuri»

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Inervenuto durante la trasmissione “Gli inascoltabili” in onda su Centro Suono Sport, il presidente blucerchiato Massimo Ferrero ha dato il suo parere su diversi aspetti del calcio di oggi, affronatando la tematica dell’eccessiva remunerazione dei giovani giocatori e ribadendo l’importanza di riportare al centro dell’attenzione la figura del tifoso, vera essenza del calcio: «Parlando in generale del calcio italiano e dei dei giocatori penso che, data la loro giovane età la loro rovina siano i genitori e gli stipendi troppo alti. Io vedo comunque del buono in loro: per esempio, quando ho dovuto subire un piccolo intervento tutti i miei giocatori mi hanno detto “vinceremo per lei”. Forse io non sarò un grande presidente ma penso che queste cose, anche piccole, sono in realtà belle e importanti, necessarie per recuperare un’umanità che spesso in questo settore è stata persa. Considerando alcuni fatti ultimamente successi, per esempio la questione delle curve, sostengo con tutto me stesso che senza il tifoso non c’è partita e non c’è stadio, ma sottolineo che bisogna anche imparare a fare il tifoso».

 


Inevitabile un breve excursus anche sulla Sampdoria: «Cassano? con lui ho un ottimo rapporto. Il nemico di Cassano è lui stesso, quindi ha bisogno che ogni tanto qualcuno gli dica le cose come stanno, e io questo lo faccio. Montella è un vero professionista, ha passione, insegnerebbe tutto il giorno i segreti del calcio. Zenga, invece, è una persona molto introversa; non ha accettato certi consigli che invece sono necessari con i giocatori che devono esser messi sotto torchio perché sono ragazzi giovani. Con lui i ragazzi non si sentivano sicuri, perciò abbiamo deciso di cambiare».

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