Ferrero: «Il tifoso è come una moglie. Fiorentina, un derby»

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La sfida tra Fiorentina e Sampdoria presenta un’ampia varietà di intrecci di campo e di mercato, uno su tutti Vincenzo Montella. Nonostante la situazione poco sicura di classifica, il tecnico doriano è sempre stato stimato dall’ambiente e dal suo presidente, Massimo Ferrero, tanto da aver coronato il sogno di portarlo a Genova dopo mesi e mesi di trattative personali estenuanti.

 

«Vincenzo è un grande allenatore: è un uomo che ha una visione del calcio importante, si può dire che sia “avanti” rispetto al calcio perché non solo vuole vincere ma vuol anche far divertire i tifosi perché non insegna pallone, insegna calcio», garantisce il numero uno blucerchiato ai microfoni di firenzeviola.it. «Si sono dette tante cose: io inseguivo Montella da un sacco di anni perché per me era prima il mio idolo calcistico quando era un calciatore della Roma. Da allenatore gli ho fatto la corte un anno e mezzo ed infine il lavoro ha pagato e ce l’ho fatta, l’ho vestito di blucerchiato. Sono certo che i fiorentini applaudiranno Montella perché i tifosi viola sono uomini e donne intelligenti. Se la Fiorentina gioca così bene ed è così in alto è merito del signor Montella perché ha lavorato qui ottimamente nei tre anni passati. Per cui, evviva Montella e fate un applauso al grande Vincenzo».

 

Firenze è la patria della sua consorte, dunque non può che essere una gara dal sapore particolare: «Per me è un derby perché in famiglia condividiamo due squadre: per la verità di “rivalità” sportive in famiglia ne ho parecchie perché i miei figli sono romanisti mentre a Firenze mia moglie ed i suoi parenti sono tutti tifosi viola. Ripeto, con la Fiorentina per me è un derby ma resta una gara che vorrò sempre vincere io. I Della Valle? A volte il tifoso è come una moglie: è sempre più esigente. I Della Valle sono degli ottimi dirigenti, che hanno investito tempo e denaro nella Fiorentina, come tutti noi presidenti. Certo, c’è da dire che a volte il tifoso è bello anche perché è “avariato” e fa polemica».

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