Giampaolo senza più basi solide per l’anno prossimo: i punti fermi se ne vanno

giampaolo sampdoria
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La Sampdoria potrebbe dare il via a una serie di cessioni rischiose: che squadra prenderà in mano mister Giampaolo?

Che Sampdoria sarà, quella che si vedrà in campo l’anno prossimo? E’ la domanda che tanti tifosi blucerchiati si stanno facendo in queste travagliate ore di calciomercato. Ma soprattutto che Sampdoria sarà, quella che si vedrà in ritiro a Ponte di Legno il mese prossimo? Con il turbine di operazioni in uscita che si stanno portando avanti negli ultimi giorni, Marco Giampaolo rischia di ritrovare la squadra decimata – o meglio, privata dei suoi elementi cardine – e senza più l’identità che aveva trovato nella passata stagione. Skriniar, colosso della retroguardia che ha vissuto una crescita esponenziale, è ormai promesso sposo dell’Inter; se per Muriel la trattativa con il Siviglia è ben avviata, quella di Schick con la Juventus necessita solo del comunicato ufficiale, e la Sampdoria perderà così due fuoriclasse di gol e tecnica nel proprio reparto offensivo; infine Lucas Torreira, vero e proprio cardine di questa squadra, che – al pari di Schick – sembra non voler più rimanere all’ombra della Lanterna e sta cercando di convincere i dirigenti doriani a cederlo ad altri club più ambiziosi e che gli possano offrire un ingaggio più elevato.

GIAMPAOLO, BISOGNA RICOMINCIARE – Allo scopo di evitare inutili polemiche, è doveroso precisare che le cessioni di Schick e – se si concretizzerà – anche quella di Torreira, sono dettate in primis dalla volontà del giocatore e, successivamente, da necessità di natura economica. Chiamare “tesoretto” quello che Massimo Ferrero potrebbe accumulare in breve tempo è un eufemismo ma, a prescindere da come verrà reinvestito, mister Giampaolo potrebbe perdere gran parte dei punti fermi che ha sempre cercato di trattenere qui a Genova, esprimendosi più volte sull’argomento anche pubblicamente. Quattro cessioni di elementi fondamentali per i blucerchiati non abbasserebbero solamente la qualità della rosa e l’appeal della Sampdoria, ma minerebbero anche la sua credibilità e potrebbero compromettere ciò che di buono è stato fatto finora: non si costruisce una squadra che possa ambire a qualcosa rivendendo (seppur a caro prezzo) giovani di talento dopo appena una stagione, né dovendo inculcare i propri dettami di gioco in testa a molti elementi nuovi ogni anno. Uno “zoccolo duro” di età media bassa pare non poter esistere alla Samp, anche se il progetto societario parla di “valorizzazione dei giovani”: alla fine, si ripartirà da Viviano (infortunato), Silvestre e Quagliarella, mentre ai più freschi come Linetty, Praet o Verre verrà forse data la possibilità di mettersi in mostra, nella speranza che non vengano venduti la prossima estate. La valorizzazione dei giovani deve essere fatta per sé e non per altri club, ma è anche vero che spesso è difficile competere con chi offre ingaggi impensabili per le casse blucerchiate o paga clausole rescissorie di quasi 30 milioni. Auguri a Giampaolo, che – a meno di clamorosi colpi di scena – siederà ancora sulla panchina della Sampdoria, e dovrà cercare di ricompattare una squadra privata delle sue punte di diamante, conferendole la stessa identità di gioco dell’anno scorso. Nella speranza che dal mercato si possa tentare di rimediare alle perdite subite.

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