Giampaolo: «Sassuolo squadra forte, dai miei pretendo impegno e serietà»

Giampaolo Sampdoria
© foto Valentina Martini

Giampaolo in conferenza: «Il Sassuolo è una squadra forte, penalizzata dagli infortuni in questa stagione. Non ci saranno esperimenti in questo finale di campionato, voglio concentrazione e impegno»

Tempo di conferenza stampa per Marco Giampaolo, nella sala stampa del campo di allenamento Mugnaini di Bogliasco. Il tecnico blucerchiato, dopo la rifinitura a porte chiuse, presenta il match in programma per le 18:00 al “Mapei Stadium” contro il Sassuolo di Di Francesco. La squadra neroverde non sta passando un buon momento a differenza dei blucerchiati che hanno messo in fila una serie di importanti risultati positivi arrivando a quota 45 punti. La partita contro il Sassuolo può essere l’ennesimo gradino positivo da salire per recuperare punti in ottica ottavo posto. Marco Giampaolo arriva in sala stampa accompagnato dal Ds Carlo Osti, che presenzierà per l’intera durata della conferenza: «Questa è una partita – esordisce Giampaolo – potrebbe avere poco significato da entrambe le parti, si potrebbe pensare. Invece bisogna continuare a fare valutazioni e verifiche in  su quello che è il nostro organico. Siccome tra un mese e venti giorni parleremo di quelli che sono le possibilità di migliorare questo organico e la programmazione della prossima stagione queste sono partite che, dal mio punto di vista, sono importanti per arricchire le valutazioni di organico e calciatori. Parlo anche di concentrazione, di salto qualitativo mentale. Avere la giusta mentalità significa, ad esempio, che l’ultima partita giocata contro la Fiorentina la squadra l’ha giocata alla “stragrande” perchè aveva davanti un avversario che voleva vincere per restare attaccata alle altre squadre, ha saputo affrontarla a viso aperto con lucidità. L’atteggiamento mentale della Sampdoria è stato di struttura di contenuti, le partite come queste sono importanti per questi motivi».

I TERZINI: VALUTAZIONI DI ORGANICO – «Dodô è migliorato negli allenamenti. Io ho due terzini di ruolo e un centrale prestato a ruolo di terzino: laddove ho rilevato che ci fossero miglioramenti ho cercato di spingere in quella decisione. Regini ha fatto la maggior parte del campionato, giocando bene e essendo un giocatore affidabile, però non mi fermo solo a quelle valutazioni, vedo se ci sono margini per Dodô e anche per Pavlovic perché nell’organico sono loro i terzini di ruolo. Dall’altra parte ne ho ancora meno. Comunque non ci saranno esperimenti o cambi di modulo in questo finale di campionato».

SASSUOLO – «Il Sassuolo nell’efficienza piena del suo organico è molto forte. È stata sfortunata, ha pagato i tanti infortuni, è una squadra veramente importante con valori individuali di livello che giocano insieme da tanti anni. È stata una stagione sfortunata la loro, ma al completo è una di quelle squadre che si è guadagnata i risultati che ha ottenuto. Sono veloci, forti, restano una squadra che va rispettata. È forte di tante conoscenze».

EUROPA LEAGUE – «Penso che il prossimo anno giocheranno per la Champions quattro squadre, ce ne sono per l’Europa League altre tre: le milanesi sono due, poi ci sono le romane, poi il napoli, la Fiorentina e la Juventus? Sono le prime sette posizioni. Per entrare in quella competizione qualcuno davanti deve sbagliare e tu devi essere dietro e trovarti pronto. Io penso a essere concreto, non vendo fumo e non racconto storie: io voglio serietà, impegno e dedizione. Bisogna sicuramente pensare in grande ma bisogna anche saper essere concreti: le squadre che fanno quella competizione hanno 20 giocatori di alto livello e quindi che credo sia una dimensione diversa. L’impegno non è solo fisico è anche mentale: il campionato italiano è duro, non va sottovalutato. L’Inter ad esempio ha perso a Crotone. C’è bisogno di due squadre per affrontare un impegno infrasettimanale come quello di coppa, di due motori fisici e mentali. Queste sono le grandi differenze».

INIZIO ANTICIPATO, PARTITA A NATALE – «Saranno i contenti i tifosi che sono in vacanza e si guarderanno le partite, noi siamo abituati a lavorare sempre. Io penso che mettere d’accordo tutti non sia facile, qualcuno decide e qualcuno la vince. Una volta deciso si parte e si gioca. In Inghilterra giocano in quei giorni lì, per noi è una novità, questo determinerà dei numeri che verranno presi economicamente in esame e poi si vedrà se ne sarà valsa la pena: così come il campionato spezzatino, le partite delle 12:30 e non finirà qui per cercare l’appeal, ma l’importante è che il calcio possa migliorare».

I FATTI DI DORTMUND – «I grandi eventi hanno risonanza e quindi può rientrarci anche lo sport all’interno di queste dinamiche. Il calcio dovrebbe essere veicolo di unione ma allo stesso tempo può sicuramente diventare un obiettivo di questa tipologia di azioni».

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