Gillo, SCOE: «Tifare dall’Inghilterra non è semplice. Al derby eravamo in 30 nel nostro pub»

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Esclusiva SampNews24 – Continua il nostro cammino tra i clubs blucerchiati: oggi andiamo oltre il canale della Manica per conoscere i ragazzi dello SCOE, Sampdoria Club Of England

Il nostro cammino per conoscere i clubs blucerchiati continua, ci spostiamo fuori dall’Italia e fuori dall’Europa, attraversiamo il canale della Manica e arriviamo in Inghilterra. Ad aspettarci c’è Davide Gillo, presidente dello SCOE, il Sampdoria Club Of England. È il primo club fuori dall’Italia con il quale facciamo quattro chiacchiere e ci sono tante cose che ci interessa sapere. Non solo come è nata l’idea di un Sampdoria Club, ma anche come si vive il tifo per la Sampdoria da così lontano fino ad arrivare a commentare la situazione della squadra, uscita vittoriosa dal Derby della Lanterna: «Innanzitutto vi ringrazio ancora per l’opportunità di far conoscere il nostro SCOE. Per molti anni ho viaggiato in giro per il mondo, ho navigato cinque anni come marinaio, poi mi sono sposato e finalmente fermato: è stato in quel momento che ho deciso di riprendere a seguire con continuità la Sampdoria e così, in un weekend dell’anno scorso, intorno al primo maggio, mi sono dedicato alla scrittura dello statuto. Mi sono detto che era impossibile non trovare altri tifosi blucerchiati a Londra. Successivamente ho contattato Roberto Nastrucci, presidente del Sampdoria Club di Londra e con il suo permesso siamo partiti. Lui è il Presidente Onorario del Club».

STESSA STORIA, STESSO POSTO, STESSO PUB – Cantavano gli 883 ed è quello che i ragazzi dello SCOE fanno per seguire la Sampdoria: «Cerchiamo di vederci sempre nel solito pub che è l’Hoop & Grapes all’80 di Farringdon St. Quando ci sono le partite il padrone del pub si mette la maglietta del club, come ha fatto ieri sera nel derby. Quest’anno come primo anno di club abbiamo cercato più che altro di crescere come numero, ma qualcuno di noi in Sud o allo stadio c’è sempre. Infatti, proprio da statuto, abbiamo deciso di essere un Club inglese ma anche genovese con soci sia da una parte che dall’altra, proprio per non far mancare il nostro supporto in gradinata e alla Federclubs che ci ha accolto alla grande, specialmente nella figura del presidente Vassallo. Seguire la Samp all’estero non è semplice, non essendo una squadra di prima fascia non sempre le partite vengono trasmesse in TV e quindi bisogna accontentarci, vorremmo organizzarci per l’anno prossimo e prendere un abbonamento di Sky in Italia per vedere qui come club tutte le partite».

I ragazzi dello SCOE al Derby della Lanterna

VIVERE IL DERBY – Abbiamo appena archiviato il Derby della Lanterna, ma sono tante le emozioni che ci portiamo dentro: «La partita come tutti i derby era carica di emozioni e tensione, sia da parte delle squadre che da parte del pubblico, noi eravamo tesissimi. Gli altri sicuramente sono partiti molto chiusi e non hanno proposto gioco, a parte qualche ripartenza, ma questo ha impedito alla Samp di costruire il suo gioco, come è nelle corde dei nostri giocatori, allenati da un maestro di calcio. Non potevano reggere 90 minuti in quel modo e noi siamo usciti grazie ad un guizzo personale di Muriel. Mi ha impressionato Schick per le sue giocate: quelli là sembravano birilli…diciamocelo, sono grammi! Abbiamo festeggiato la vittoria del Derby ancora prima che la partita iniziasse, per noi è pur sempre una festa, eravamo circa 30 persone al pub, praticamente tutto nostro, e ci siamo divertiti, con le famiglie e anche amici arrivati da lontano per l’occasione come Enrico arrivato dalla Scozia»

I ragazzi dello SCOE al “Hoop & Grapes” per il Derby della Lanterna

LA SAMPDORIA DI OGGI, GLI OBIETTIVI DI DOMANI – La squadra di Giampaolo piace, anche la società non sta facendo male, c’è spazio per fare bene: «La Sampdoria come società sta dimostrando a mio avviso di aver imparato dagli errori, e se così fosse sarebbe meraviglioso trattandosi di persone neofite nel mondo del calcio. Il Presidente è un personaggio, credo che il suo intento principale sia quello di riportare un sorriso in un mondo che alla fine è pur sempre sport, nonostante i miliardi che girano. Se posso permettermi di fare un’osservazione, condivisa da tutti il Sampdoria Club of England, abbiamo trovato poco popolare, in una politica di riportare la gente allo stadio, aumentare in modo importante i biglietti per i ragazzi, i nostri giovani che devono portare avanti i cori della gradinata. Il gioco sul campo è tornato, dopo anni in cui non si vedevano idee tra i giocatori. Abbiamo avuto un anno in cui abbiamo visto molta grinta, con Sinisa Mihajlovic, ma poco gioco. Adesso si vede che c’è una filosofia e, come già detto, un maestro che guida questi ragazzi. Mi auguro che Giampaolo sia il protagonista di un ciclo lungo come in passato eravamo abituati: l’ultimo mi sa che fu quello con il grande Walter Alfredo Novellino».

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