Il doppio ex Garbarini: «Genoa, vendica il Derby dell’andata»

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Giorgio Garbarini è uno di quei pochi giocatori ad aver vestito due maglie completamente diverse come quelle di Sampdoria e Genoa, cosa insolita per una città come Genova, in cui la rivalità tra le due fazioni è molto sentita. L’ex difensore ha trascorso gli anni dal 1965 al 1971 in blucerchiato, per poi passare alla “concorrenza” e rimanervi fino al 1974. Il doppio ex ha analizzato la stracittadina ormai alle porte, che andrà in scena domenica. I rossoblu non vincono un Derby della Lanterna da molto tempo e, date le difficoltà in cui versa la Samp, secondo lui questa potrebbe essere l’occasione giusta per rifarsi: «Sì, bisogna vendicare un derby che all’andata è stato mitigato dalla doppietta di Pavoletti. L’importante è comunque non perdere. Il mio pronostico è orientato verso un pareggio: qualcuno si arrabbierà perché i blucerchiati si salveranno – dichiara a pianetagenoa1893.net – ma in questo modo il Genoa riuscirà a garantirsi la supremazia cittadina in classifica anche quest’anno».

La classifica della Samp, dopo la sconfitta contro il Palermo, è tornata a poter preoccupare. Anche in caso di doppia sconfitta, però, una retrocessione è alquanto improbabile: «No, ci vuole una casistica troppo complicata, cioè Palermo e Carpi dovrebbero fare sei punti nelle prossime due gare mentre l’Udinese tre a Bergamo. Quaranta punti sono sufficienti. Sottolineo la bella rimonta del Genoa, a gennaio era a sette/otto punti dalla Samp». Il Derby, si sa, è la partita più importante dell’anno per entrambe le squadre e gestire la tensione non dev’essere facile per i giocatori: «Certamente, il profilo tecnico è spesso messo in secondo piano. Si sente il tifo, l’emozione, la passione attorno a queste due squadre legate al territorio e alla città. Domenica poi si giocherà di pomeriggio come una volta, i colori sono più tersi e sarà uno spettacolo». Un’ultima battuta sulla concentrazione nel pre-partita. Cosa vuole sentirsi dire un calciatore nei minuti che precedono un match così delicato? «Dipende dal carattere di ognuno di noi, e dal rapporto con l’allenatore. Ci sono certi che sono molto nervosi e non vogliono sentirsi dir niente, altri che vogliono essere rincuorati. Personalmente ero uno di quelli che alla Sampdoria non riusciva a dormire la vigilia, mentre al Genoa, essendo più vecchio, dormivo poco la notte successiva perché recuperavo più lentamente le energie».

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