Il Prof Bartali a SampTV: «Vi spiego il mio lavoro con il Settore Giovanile»

© foto www.imagephotoagency.it

La Sampdoria ha sempre potuto contare su un vivaio di ottimo livello, certamente uno fra i migliori in Italia. Il lavoro che però sta dietro alla costruzione di un buon Settore Giovanile è spesso silenzioso, oscuro, eppure di fondamentale importanza. Fra i molti professionisti che si occupano di far crescere le “verdi leve” della Sampdoria, c’è il Prof. Alberto Bartali, responsabile della metodologia dell’allenamento dei giovani blucerchiati. Dopo l’esperienza in prima squadra, Bartali ha infatti accettato la proposta della società di continuare il suo prezioso lavoro con i ragazzi del Settore Giovanile.

SampTV ha intervistato Bartali tentando di carpire i segreti del suo lavoro: «Parlando con Pecini, Romei e Osti – esordisce il Prof – mi si è prospetatta questa opportunità, che ho subito sposato con entusiasmo. Cosa significa essere responsabile della metodologia dell’allenamento? Il mio ruolo consiste nell’organizzare diversi aspetti per far sì che i ragazzi apprendano il più possibile. Lavoro dalle 8 di mattina fino alle 20 con Giovanni Invernizzi, e a coadiuvare la nostra attività abbiamo Fabio Calcaterra, responsabile della nostra attività di base, e Sergio Spalla, che si occupa della videoanalisi dei match. Ho trovato dei grandissimi professionisti».

 

C’è grande attaccameneto da parte di tutti alla causa blucerchiata, a darne conferma è lo stesso Bartali: «Medici e fisioterapisti sono ottime persone; qui tutti nutrono forti sentimenti per la Sampdoria, per cui danno grande valore a ciò che fanno. Si occupano dei ragazzi come farebbero con i propri figli. Ogni martedì sera poi, ci riuniamo insieme agli allenatori nella sala stampa del Mugnaini per uno scambio di vedute, un momento molto importante perchè si possono valutare insieme le situazioni e fare così il bene dei nostri ragazzi».

 

Fine ultimo del lavoro di tutto lo staff è la crescita dei calciatori in erba, dentro e fuori dal campo: «L’obiettivo principale del nostro lavoro è far sì che i ragazzi possano esprimere al massimo il loro potenziale, in allenamento e in partita. Non lavoriamo unicamente per ottenere il risultato settimanale sul campo, questa è semmai la conseguenza. L’importante è fare esperienza e trarre motivazione, soprattutto dalle sconfitte, e godere poi delle vittorie, ma in maniera critica. Una cosa che mi rende molto orgoglioso è il vedere che settimana dopo settimana i ragazzi traggono piacere dal condividere momenti insieme: non solo in allenamento, ma anche fuori dal campo. Vivono nutrendosi dell’affetto reciproco, e questo è un aspetto decisivo per avere risultati importanti nello sport».

Condividi
Articolo precedente
Sampdoria-Atalanta: arbitra Damato
Prossimo articolo
Regini e il Napoli: «Tutti molto disponibili con me. Higuain e Insigne? I più forti»