Il reparto d’oro e il dubbio sul futuro

© foto www.imagephotoagency.it

L’argomento non rappresenta nulla di nuovo, ma merita una riflessione in ottica futura. La Sampdoria, a distanza di sicurezza dalla tempesta, ha disputato un campionato mediocre. Mediocre come la sua rosa? Quasi nessuno può dirlo. Per confutare definitivamente chi pensa il contrario bisogna concentrarsi sul reparto offensivo, fiore all’occhiello che fa gridare vendetta guardando la classifica. Eder è stato l’uomo più decisivo, senza di lui è difficile dire come sarebbe andato questo campionato, nel dubbio meglio averlo avuto per qualche mese in cui è stato l’unico a tallonare a suon di gol uno che pratica un altro sport, Gonzalo Higuain.

Una volta partito Eder è arrivato Fabio Quagliarella. Lasciamo per un attimo da parte l’impatto devastante che ha avuto fin dalla prima partita e il suo fare da trascinatore. Stiamo parlando di un giocatore che ha giocato a livelli altissimi rimanendone sempre all’altezza e che ha da recriminare a se stesso solo qualche acciacco fisico. Altrimenti il volo sarebbe stato ben più alto del gol a Stamford Bridge in Champions League, suo apice in carriera. In panchina (in panchina!) la staffetta domenicale è tra Luis Muriel e Antonio Cassano. Il primo, ai tempi dell’Udinese, era conservato in una teca di cristallo anti-offerte milionarie, una da 30, si dice. L’altro è il calcio. Definizione forte? Se lo pensate, non lo avete visto giocare. Sullo sfondo, Joaquin Correa, considerato il più grande talento argentino. Se esploderà definitivamente dipenderà solo da lui.

Qual è il punto? Il punto è che non basta il nome e il curriculum, è chiaro, così come è chiaro che una squadra che gioca in serie A non è una formazione da schierare in un videogioco. Ma per la prossima stagione è davvero necessaria questa rivoluzione che tutti auspicano? Parlando solo dell’attacco, sarebbe così sacrilego pensare di tenere tutti gli elementi sopracitati sacrificando altri elementi di altri reparti per fare cassa? Anche se l’età avanza e il prezzo di mercato scende? Alla dirigenza l’ardua sentenza. 

Condividi
Articolo precedente
Ranocchia: «Milan? Non ci sarò, ma giocheremo per il nostro obiettivo»
Prossimo articolo
Romei: «Caso Olinga? Tentativo di screditarci»