L’amore al tempo dei gemellaggi: la storia di Michele e Daniela

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Quanti amori sono nati sui gradoni dello stadio Luigi Ferraris di Genova, anche tra tifoserie amiche e gemellate da tempo come Sampdoria e Hellas. I doriani e i butei hanno un legame vero, un gemellaggio sentito da entrambe le parti, un’amicizia che ogni volta che è possibile si rinnova all’esterno dello stadio dove entrambe le tifoserie offrono grande accoglienza agli amici scesi, o saliti nel caso si giochi a Verona, per assistere al match.

 

Quella che raccontiamo oggi è una storia degna della settimana di San Valentino, ormai passata da 15 giorni. È la storia di Michele e Daniela, il primo tifoso dell’Hellas, la seconda invece blucerchiata che hanno visto intrecciare i loro destini nel post partita di Sampdoria – Hellas 2003. Sono trascorsi ben 13 anni da quell’incontro, di mezzo c’è stato un anello di fidanzamento, un matrimonio e infine la nascita di due gemelle, oggi di dieci anni, a dimostrazione che ci sono anche molte storie romantiche dietro al semplice rapporto tra due tifoserie gemellate.

 

Michele si è trasferito a Sampierdarena e ha coronato il suo sogno d’amore con Daniela e, sulle pagine del Secolo XIX, racconta la sua storia fino all’arrivo delle gemelle ora “divise” sul tifo famigliare: «Essendo gemelle ce le dividiamo un po’ tra Hellas e Samp, io sono originario di Verona e mi sono trasferito a Genova per amore di una ragazza doriana che oggi è mia moglie, conosciuta proprio a margine di un Samp-Hellas. Lo dico perché magari qualcuno che non conosce da vicino la realtà del gemellaggio può pensare che questa storia sia più teorica che concreta. Non è così, la nostra è amicizia vera, che dura da una vita e ha resistito a tutto. La mia famiglia è addirittura figlia di questo gemellaggio» e sabato Michele ci sarà, per tifare Hellas ovviamente: «Non ho mai smesso di avere l’abbonamento, sono anni che vado avanti e indietro con la stessa passione incrollabile che hanno i miei amici sampdoriani nel seguire il Doria, dico sempre che se fosse per la passione di noi tifosi, Samp ed Hellas sarebbero sempre in Europa. Purtroppo non è così, anzi la partita di sabato sarà da cardiopalma per entrambe».

 

Sfida anche casalinga per Daniela e Michele: «La viviamo con passione e tanta fierezza, ma da quando ci sono le bimbe mia moglie non può più seguire con un tempo, tengo però a dire che questo gemellaggio, senza alcuna retorica, è proprio una cosa bella del calcio che meriterebbe di essere celebrata di più. Io ho cominciato a venire a Genova per questa festa quando ero adolescente, nei primi anni ottanta, e non ho mai smesso. È stata una vita di trasferta e amicizia con tantissimi sampdoriani che poi abbiamo accolto a casa nostra a Verona con la stessa ospitalità trovata qui a Genova. In questo calcio non sempre sano, pieno di contraddizioni, gemellaggi come questo, ultratrentennale, andrebbero presi ad esempio. Io poi essendo veronese, ma oggi con edicola a Sampierdarena non lo vivo due volte l’ano ma 365 giorni. Un pronostico? Per noi gialloblù è durissima, inutile raccontarci frottole, è una stagione iniziata male e proseguita peggio in cui servirebbe un miracolo per salvarsi. E visto che noi veneti siamo gente concreta che ai miracoli si crede poco, penso che sarà veramente durissima salvarsi purtroppo».

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