La Sampdoria è salva, l’orgoglio no: il Genoa passa 3 a 0 a Marassi

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Montella per il derby decide di virare sull’esperienza, cercando di condurre i marinai a salvezza sicura: al centro del campo torna titolare Angelo Palombo, in attacco, accanto a Quagliarella, c’è Antonio Cassano: non c’è spazio per gli esperimenti, ma soltanto per gli uomini di esperienza. Assente, invece, Andrea Ranocchia, che dopo le difficoltà di Palermo lascia il posto al trio formato da Silvestre-Diakité-Cassani.

L’inizio, però, non premia le scelte di Montella, perché al 3’ il Genoa passa già in vantaggio: Ansaldi parte palla al piede dalla fascia sinistra, eludendo un intervento di Dodô, triangola quanto basta per ritrovarsi in area di rigore completamente solo e libero di crossare in mezzo un pallone tanto semplice quanto prevedibile per Pavoletti. Tap-in fin troppo facile su un’uscita infortunata di Viviano e Genoa in vantaggio. 1-0. Due minuti più tardi il Grifone prova ad approfittare nuovamente dell’indecisione della difesa blucerchiata con un tiro dalla lunga distanza di Dzemaili, che però non sorprende l’estremo difensore doriano, che in due tempi addomestica la palla. La Sampdoria non trova lo squillo decisivo e dopo due tentativi velleitari di Quagliarella e di Soriano, entrambi senza inquadrare lo specchio della porta, è ancora il Genoa a portarsi avanti: al 23’ Pavoletti si fionda su una palla messa in mezzo da Rincon, ma Diakité lo disturba quanto basta per impedirgli di indovinare la porta difesa da Viviano. Al 25’, però, il Doria sprofonda sia con il risultato che con i nervi: Suso indovina il mancino a giro e infila l’estremo difensore blucerchiato alla sua destra, sfruttando un’altra copertura approssimativa della retroguardia di Montella. È il 2 a 0, con i rossoblù che vanno a esultare sotto la Gradinata Sud, attirando a sé l’ira di Viviano, che dev’essere trattenuto e ne risponde con un’ammonizione. Al 33’ la Sampdoria prova a svegliarsi insieme a Cassano, che prima si guadagna una punizione dalla quale nasce un tiro di Soriano respinto da Lamanna, e poi porta all’ammonizione De Maio, per falli reiterati in mezzo al campo. I blucerchiati però si muovono male, lasciano troppi spazi vuoti e Laxalt supera sempre in velocità De Silvestri: l’esterno genoano scodella in mezzo per Rigoni lasciato incredibilmente solo e libero di calciare, ma Cassani rinviene e respinge in angolo. Le squadre vanno negli spogliatoi sul parziale di 2 a 0 per il Genoa, avanti col risultato e anche con la voglia di fare, totalmente assente nella Sampdoria.

La ripresa inizia con gli stessi ventidue della prima frazione, e così come non cambiano gli interpreti non cambia nemmeno lo spettacolo sul terreno del Ferraris: il Genoa costruisce e non si accontenta del doppio vantaggio, ma la Sampdoria sembra più aggressiva, soprattutto in mezzo al campo. Al 7’ è sempre dai piedi di Cassano che parte l’azione più pericolosa: il numero 99 si guadagna una punizione nel cerchio di centrocampo e batte rapido scodellando verso Quagliarella. L’attaccante partenopeo colpisce a botta sicura angolando il destro, ma Lamanna si esalta e respinge il preciso diagonale. La risposta di Gasperini è, allora, togliere Rigoni e inserire Tachtsidis: tatticamente non cambia nulla per i rossoblù, che però ricaricano le batterie per tenere alta la verve. Montella non demorde e al 12’ toglie De Silvestri e inserire Correa: una Sampdoria più offensiva che si priva del suo esterno di destra e inserisce un supporto offensivo a Quagliarella e a Cassano. Al 18’ è Fernando a provarci, dopo un’azione à la rinfusa dalle parti di Dodô: il centrocampista brasiliano si ritrova la palla tra i piedi e tenta la girata, che però finisce sopra la traversa di Lamanna. La crescita blucerchiata inizia a tastarsi, ma resta comunque inconcludente la manovra offensiva: Palombo si incunea nella difesa avversaria e serve Cassano, che rasoterra spinge la palla in area di rigore, dove però non c’è nessuno a raccogliere l’invito. Gasperini allora toglie Dzemaili e inserisce Gabriel Silva, senza eccessivi stravolgimenti tattici. Mentre a bordocampo Luis Muriel intensifica il suo riscaldamento, in campo Cassano lancia Correa che trova un corridoio centrale che conduce a Lamanna: sul suo cammino, però, sbatte contro Burdisso, che viene ammonito e concede una punizione da ottima posizione. La conclusione di Fernando, col destro, è alta sopra la traversa nonché centrale: ancora un nulla di fatto per il Doria. Al 27’ finisce la passerella di Angelo Palombo, che lascia il posto a Jacopo Sala, ma ancora una volta non è una scelta che premia il risultato e la prestazione. Il centrocampista, insieme con Correa, si fa scavalcare da Laxalt sulla trequarti campo e lancia la ripartenza del Genoa: l’esterno uruguaiano arriva a tu per tu con Viviano, che riesce a sbilanciarlo, ma l’accorrente Pavoletti trova Suso liberissimo di calciare a rete e chiudere il risultato sul 3 a 0. A risultato acquisito, la Sampdoria prova quantomeno a uscire dal campo con un gol della bandiera: Fernando al 32′ carica il tiro e colpisce in pieno la traversa, a Lamanna scavalcato. Sulla respinta Quagliarella, indisturbato, colpisce di testa, ma il tiro centrale viene parato dall’estremo difensore avversario, che intanto si era rialzato. Montella in ogni caso non stravolge i propri piani e perservera nei cambi pre-fissati: al 39′ Muriel subentra a Quagliarella. C’è spazio per una conclusione di Correa al 41′, che finisce abbondantemente al lato, poi anche Gasperini esaurisce i cambi inserendo Munoz al posto di Suso: una passerella per l’ex, ma una standing ovation per il centrocampista spagnolo, autore di una doppietta. Nel restanti pochi minuti, più i tre di recupero, il Genoa amministra e la Sampdoria prova comunque ad affondare, invano. Il Genoa passa 3 a 0 a Marassi: la Sampdoria è salva, ma l’orgoglio no.

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