La verità di Eto’o: «Ferrero simpatico, ma ora faccia i fatti»

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Nell’ultimo mese la questione legata a Samuel Eto’o ha fatto preoccupare in tanti: ci si chiedeva se fosse un problema di tipo economico, come qualche stipendio saltato o comunque una questione legata ai soldi e invece il problema riguardava e riguarda Fabrice Olinga, giovane attaccante camerunese cresciuto nell’accademia fondata da Eto’o tramite la sua fondazione. Un buon prospetto su cui la Samp avrebbe dovuto puntare da contratto, e invece a quanto riferito dai legali e dal giocatore stesso non è andata così.

«Ho sempre cercato di essere gentile e galantuomo durante la mia carriera – apre così Eto’o la conferenza dall’Hotel Melia di Milano – e penso che la galanteria non abbia prezzo, quando bisogna dire no, bisogna dirlo. Ho sempre lottato durante la mia carriera per essere contro a queste situazioni. Non voglio essere molto lungo: chiedo al Presidente Massimo Ferrero e all’avvocato Romei a cui ho sempre dato la mia fiducia di fare il giusto e quello che devono. E spero che tutti i messaggi che ricevo dal presidente, che sono bei messaggi, vengano dimostrati dai fatti. Ho sempre creduto nel presidente e credo ancora in lui e nella grande squadra che è la Sampdoria e spero che una cosa così non avvenga mai più».

«Nuovi contatti col Presidente? Sì ho sentito il presidente circa una settimana fa, ha mandato una bellissima foto di noi due assieme, ho replicato mandando un’altra nostra foto. Dopo ha mandato un messaggio più duro nei miei confronti ma questo rimane tra me e lui. Sono stato contento di tornare in Italia a gennaio perché ritrovavo un paese che mi ha portato tanti bei ricordi e sono arrivato a Bogliasco ritrovano la vita che ho sempre sognato, una vita discreta dove fare le mie cose. Dopo tutto quello che è successo ho avuto diverse opportunità e ho scelto di andare in Turchia».

«Le mie dichiarazioni su Ferrero? Non ho detto che fosse il miglior presidente mai avuto, ma il più simpatico: il migliore è stato Papà Moratti. La mia simpatia per Ferrero non cambierà mai. Via dalla Samp per questioni extracontrattuali? Bugia. Ero veramente contento alla Sampdoria, c’era un ottimo gruppo e soprattutto avevo la possibilità di giocare in uno stadio magnifico con magnifici tifosi, ma con tutte le delusioni che ho avuto, piano piano questa illusione è andata via. Volevo fare anche altre cose con la Sampdoria ma purtroppo le cose non sono andate come volevo. Il mio ricordo del club resta comunque molto positivo. Mihajlovic? Lo apprezzo, ha fatto semplicemente il suo lavoro. È uno dei migliori della sua generazione. A volte ci sono scelte da fare e le ho sempre rispettate».

Si passa poi ad argomenti generali, come la Champions League, Antonio Conte prossimo allenatore del Chelsea, l’Inter in declino da anni e lo strepitoso Leicester di Claudio Ranieri: «La Champions? Non mi manca, perché l’ho vinta. La finale ideale per me, perché sono due squadre che tifo, sarebbe Barcellona-PSG. Però nel calcio non si sa mai, abbiamo visto il Wolfsburg battere il Real, ma per me quella è la finale ideale. Conte al Chelsea? Non credo abbia bisogno di consigli, è un grande allenatore. Gli mando un grosso in bocca al lupo per la sua avventura al Chelsea. Basta solo che adotti le formule usate negli altri club ma qui avrà ancora più possibilità di mettersi in mostra. Il declino dell’Inter? Penso che prima di tutto si debba dare il tempo alla squadra di consolidarsi, ha un grande allenatore. Personalmente gente come papà Moratti è fondamentale nel calcio, ho avuto la fortuna di lavorare con un presidente così. Abbiamo vinto, ma abbiamo vinto davvero grazie a lui. Il presidente ha fatto un discorso che mi ha emozionato molto, gli chiederei di rientrare nel mondo del calcio in ginocchio. Io allenatore? Datemi tempo, non so se sarà Inter o Barcellona ma vincerò come ho fatto da giocatore. La Premier League? Adoro il Leicester di Ranieri. Vincerà la Premier. Mi piace anche il Manchester United di Van Gaal che gioca con molti giovani, l’ho criticato molto ma lo apprezzo. I migliori giocatori? Saranno sempre Iniesta e Messi. Vardy? Molto forte, ma il fenomeno del Leicester è Ranieri».

 

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