Lanna: «Bisogna credere in Montella, ma servono giocatori che hanno fame»

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Non ha dovuto prendere l’aereo come i suoi ex compagni per arrivare a Genova e festeggiare lo scudetto del ’91: Marco Lanna è genovese, quindi è uno dei pochi calciatori ad aver realizzato il sogno di vincere il titolo con la squadra della propria città. La memoria dell’amato Vujadin Boskov fa brillare gli occhi a Lanna, a cui il tecnico diede coraggio e fiducia. «Boskov è stato un secondo padre, uomo fondamentale per la mia carriera», afferma a La Repubblica l’ex calciatore della Sampdoria, che poi ha svelato di aver organizzato un torneo di footgolf a Rapallo, perché Boskov ne è stato precursore, visto che costringeva la squadra a portare la palla in diagonale da una bandiera di corner all’altra con meno tocchi possibili.

 

Si torna poi all’attualità e, quindi, al commento dello scetticismo dei tifosi: «Quest’anno si sono sentiti traditi, con una società che ha faticato a rispettare i patti e giocatori che nelle ultime partite hanno lottato poco», ha spiegato Lanna, secondo cui sia comunque importante ripartire da Vincenzo Montella per la prossima stagione: «Bisogna ancora credere in lui. Iniziando in estate, avrà il tempo di trasmettere i propri principi di gioco. Se è rimasto, significa che ha voglia di riscatto».

 

Il budget per rinforzare la rosa, però, è limitato, quindi la dirigenza blucerchiata dovrà avere le idee chiare per costruire una squadra su misura del suo allenatore: «E poi largo ai giovani, di prospettiva. Gente che ha fame e corre», aggiunge Lanna, che ripartirebbe da Viviano, De Silvestri, Correa, Palombo, Cassano, se accettasse il part time, e Muriel, credendoci però fino in fondo. Inoltre, punterebbe su Fernando come interno, non come regista. La difesa non è da buttare per Lanna, secondo cui ha bisogno di ritrovare i meccanismi e l’equilibrio: ci vorrebbe un difensore di personalità, ma la Sampdoria ha bisogno innanzitutto di chiarezza negli obiettivi.

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