Lazio-Samp come Palermo-Udinese? Guidolin si accontentò, Inzaghi no

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Un’analogia e una differenza tra Lazio-Sampdoria e Palermo Udinese della stagione 2010/11: numero di reti siglate dalla vincitrice e un atteggiamento diverso dei tecnici

La pesante sconfitta della Sampdoria in casa della Lazio fa immediatamente pensare alla medesima debacle del Palermo contro l’Udinese, vittorioso per 7-0 nella stagione 2010/11. Quali sono le analogie tra le due partite? Sicuramente il numero di reti siglate a fine partita dalla squadra vincitrice e di quelle siglate, invece, nei due parziali di gioco: cinque reti nel primo e due nel secondo tempo, allora con protagonisti Antonio Di Natale e Alexis Sanchez anziché gli attuali Keita, Immobile, Felipe Anderson, Hoedt, Lulic e De Vrij. Ma c’è una sostanziale differenza che non rende particolare onore a Simone Inzaghi, oppure sì, dipende dai punti di vista. Il tecnico della Lazio infatti, desideroso di dimostrare maggiormente il valore del suo gruppo in virtù della qualificazione certa all’Europa League, non ha mostrato pietà nei riguardi dei blucerchiati, bensì ha ordinato di mantenere alti i ritmi delle manovre offensive. Un atteggiamento comprensibile, ma con molta più eleganza Francesco Guidolin indicò ai suoi di alleggerire il peso in avanti e, nonostante abbiano realizzato altri due gol, annichilì ogni traccia di ferocia e aggressività verso l’inerme avversario. Guidolin si accontentò, Inzaghi no.

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