Linetty: «Mi sono innamorato di Genova»

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In queste prime due giornate di campionato appena concluse la Sampdoria è una delle squadre che può sorridere di più: la classifica è ottima, sono arrivate due vittorie solide e quello che più ha impressionato è stato proprio il campo. La Samp sta girando benissimo: ritmo alto e squadra compatta nonostante i tanti nuovi inserimenti in un reparto nevralgico come il centrocampo, completamente smantellato e rifatto a suon di acquisti.

Uno dei più interessanti in questo avvio di campionato si sta dimostrando essere Karol Linetty, arrivato abbastanza in sordina in estate ma che ha offerto prestazioni veramente di alto livello. Il centorcampista polacco ha parlato della sua esperienza genovese ai taccuini del sito Sportowefakty.wp.pl: «Era tutto nuovo per me, dopo 10 anni al Lech Poznan era la prima volta che cambiavo club, ero un po’ spaventato. Mi sono aggregato alla squadra l’ultimo giorno della preparazione ed ero già in forma, non si vedeva grande differenza fra me e i nuovi compagni alla Samp. Ho subito imparato le prime parole in italiano: mia, indietro, a destra, a sinistra e in qualche modo i primi giorni sono andati. In amichevole contro il Barça – racconta Linetty – ho marcato Messi: mai visto uno muoversi come lui e con quel controllo palla, ha i movimenti di un gatto. Suarez poi è troppo forte. Avrei voluto vincere quella partita, ma nonostante la sconfitta quella gara ci ha dato una grande iniezione di fiducia. Bartosz Salamon mi ha detto tutto sul club, tra le altre cose mi ha parlato di un ambiente familiare e del centro di allenamento che si trova sui monti, lo stadio in stile inglese, mi sono innamorato di Genova».

«In Italia – conclude il centrocampista blucerchiato – la palla gira più veloce, con tocchi ravvicinati, uno o due tocchi al massimo. Mi sono adattato perfettamente, coach Marco Giampaolo mi ha davvero dato fiducia, il suo staf mi ha presentato immediatamente varie soluzioni tattiche. Ha detto, circa la posizione in cui gioco che tuttavia ho qualcosa da migliorare lavorando. Comunque mi trovo alla perfezione, soprattutto tatticamente».

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