Montella: «Cassano? Ci vogliamo bene, quando entra fa la differenza»

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Si può stare relativamente più tranquilli dopo la vittoria contro l’Udinese, la Sampdoria ha distanziato ancora la zona calda della retrocessione e si prepara ad affrontare il Milan di Brocchi.

Vincenzo Montella deve concludere questa stagione, iniziata in corsa, ma sta già iniziando a preparare la prossima: «La parola ‘progetto’ non mi entusiasma e preferisco parlare di strada da seguire – afferma sulle pagine del Corriere dello Sport -. Costruire una squadra non è facile, bisogna avere le idee giuste e sistemare bene i tasselli. Ci stiamo lavorando. Rimanere alla Samp? Sì. Ho un contratto e stiamo programmando la prossima stagione».

Ma adesso arriva il Milan: «Mi è dispiaciuto per Sinisa che è un amico. Alla Samp con i suoi angoli e le sue punizioni qualche gol di testa me lo ha fatto segnare. Dopo che siamo stati avversari nei derby della Capitale, però, gli voglio ancora più bene. Balotelli un futuro alla Samp? Valuteremo se nella costruzione della rosa Mario può essere funzionale. Una squadra non è un almanacco: è necessario che i giocatori coesistano e rendano insieme. Balotelli ha grandi potenzialità, ma, come altri, non sempre riesce a mostrarle con continuità. Io al Milan? Non ho mai incontrato o ascoltato le proposte di nessun dirigente del Milan. Quando una squadra vuole cambiare l’allenatore è normale che pensi a una lista di 5-10 tecnici, ma non puoi essere un papabile se sei ‘solo’ tra i 10. Io sono alla Sampdoria e qui sto bene. Poi tutti sanno che da bambino ero tifoso del Milan di Sacchi e che preferivo Van Basten a Maradona. Stesso discorso del Milan vale per la Juve: nessuna chiamata».

E c’è stato pure il caloroso abbraccio con i tifosi della Fiorentina: «È stata una dimostrazione d’affetto spontanea, calorosa ed emozionante. Mi dipingono come una persona fredda, ma non lo sono e dentro di me sono stato felicissimo. I tifosi hanno capito quello che abbiamo fatto in tre anni. Nel nostro percorso insieme sono sempre stato corretto, onesto e sincero. Della Valle? Ho sempre detto che la cosa che mi era più dispiaciuta è stato il finale della storia. Per tutto quello che c’era stato in precedenza, avrei preferito sedermi con serenità a un tavolino per un caffè, chiarire gli equivoci e risistemare un rapporto che si era rotto. Per Andrea Della Valle nutro grande stima».

E poi c’è la Roma di Spalletti: «E’ il tecnico più bravo che conosco: ha idee chiare e sa trasmetterle alla squadra. Con Spalletti siamo stati compagni a Empoli, quando lui era alla fine di una carriera… mediocre, mentre io ero all’inizio. Poi mi ha allenato alla Samp e alla Roma: qualche incomprensione c’è stata perché mi ha fatto giocare poco, ma adesso abbiamo un ottimo rapporto. Totti? E’ una situazione delicata per quello che Francesco ha fatto per la Roma e viceversa. Un epilogo amaro non sarebbe positivo per nessuno. Non gli consiglio di fare l’allenatore».

E infine Antonio Cassano: «Abbiamo un rapporto di amore e amore perché mi vuole bene e così accetta anche qualche esclusione. Quando entra però fa bene come domenica. Soriano, Ranocchia, De Silvestri in lizza per gli Europei? Sono nel giro azzurro e il ct li segue da tempo. Stanno facendo bene e anche Ranocchia, ritrovato il ritmo partita, dà spessore alla squadra».

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