Non basta un tempo

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Non meritavamo di perdere ma una partita dura novanta minuti, spesso novantacinque. Non solo quarantacinque, un tempo e basta. Fa rabbia non aver preso punti a Roma come col Milan ma il calcio è anche bugiardo, oggi ingiusto. La Samp è stata ancora bella, bellissima. Gioca bene, meglio di altri, di chi vuole lottare per lo scudetto, di chi sogna sempre un posticino in Europa. Bravo Marco la tua mano si vede anche se non è bastato per togliere il sorriso a Lucianone e soprattutto a Vincenzino. Ci vuole altro ossigeno, altra benzina per fare punti con le grandi o presunte tali del nostro campionato. 

Deluso? Solo per il risultato, per aver perso contro Montella. Un allenatore che continuo a non rimpiangere, nemmeno come uomo. Genova non l’ha fischiato come avrebbe dovuto. Ognuno ha fatto la sua partita. Vincenzo alla fine ha ringraziato (col solito sorrisino irriverente di quando ha perso il derby) e ha fatto vedere di essere anche  cambiato: da bella statuina sul prato del Ferraris su quello di San Siro in pochi mesi ha imparato a incazzarsi, protestare, urlare contro tutti, togliersi la giacca, agitarla al cielo e poi buttarsela alle spalle. È quello che hanno fatto i tifosi della Samp con lui lasciandolo nella quasi più totale indifferenza. 

Non posso dare colpe particolari al maestro Giampaolo o alla nostra squadra per aver questa partita, forse a qualche singolo sì ma nessuna crocifissione in piazza De Ferrari a testa in giù. Certo visti Pedro Pereira (ora capisco perché era scomparso dal campo) e ancora una volta Milan Skriniar (dottor Jekyll e mister Hyde, capace di grandi interventi ma anche gravissimi errori) all’opera ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, forse bisognerebbe accendere un cero a San Lorenzo o meglio ancora farli sedere in panchina e aspettare nel miracolo. Son giovani, si faranno. Io non credo ma non importa ora. M’interessa maggiormente  sapere se a Bogliasco c’è anche un meccanico tra tanti professori che sappia mettere a freno turbo Pereira che è ‘caduto’ con violenza prima su Niang e poi Bonaventura in piena area di rigore rischiando l’impossibile e che sappia dare un sistematina, già che c’è, ai piedini del gigante buono che all’Olimpico ha ‘steso’ (si fa per dire) Dzeko e al Milan ha regalato la rete della loro vittoria. Quando si parla di giocatori di esperienza…

Per fortuna c’è Muriel, c’è un campione, un supereroe dalla nostra parte. Da solo ha fatto impazzire la Roma, poi il Diavolo. Ma spesso è da solo contro tutti. Don Fabio non è ancora riuscito ad essere decisivo, essere fondamentale. Ora spero di vedere presto anche gli altri, chi non ha ancora giocato. Servono forze fresche.

Capitolo arbitrale. Di Giacomelli per fortuna ce n’è uno solo. Anche Irrati ha sbagliato ma l’ha fatto da una parte come dall’altra. Regolare la nostra rete, mostruoso il rigore non concesso agli altri (il secondo dei due richiesti). Per questa volta preferisco pensare che se avessimo avuto fiato, gambe e testa per un altro secondo tempo ora staremmo a raccontare di un’impresa certamente ripetibile…

 

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