Occhi puntati in Colombia: l’obiettivo è Yerry Mina

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Difesa da sistemare, da rinforzare in vista della prossima stagione, che ci si augura possa dare molte più gioie di quella che sta volgendo al termine. Il reparto arretrato è stato forse il più grande punto debole del Doria, tenuto a galla di fatto dalle prodezze di Viviano, non a caso il portiere che ha effettuato più parte nel corso del campionato. 

Per rinforzare la retroguardia la Sampdoria si sta guardando intorno da parecchio, già da gennaio quando arrivarono Diakité e Ranocchia. A giugno però sarà l’ora di chiuedere operazioni di diverso spessore, soprattutto alla luce della certa partenza del centrale di proprietà dell’Inter. Occhi puntati in Sudamerica, Colombia per la precisione: l’obiettivo – di nuovo – è Yerry Mina.

Ventidue anni e fisico statuario, il ragazzo era già stato seguito e trattato dalla Sampdoria lo scorso gennaio. L’affare allora non andò in porto a causa della distanza tra la domanda dell’Independiente Santa Fe – club che detiene il cartellino del difensore – e il club di Massimo Ferrero; ma come la Sampdoria non si è dimenticata di lui, allo stesso modo Yerry non ha dimenticato i colori blucerchiati e la volontà di tutti è quella di arrivare alla conclusione dell’affare nella prossima finestra estiva di calciomercato. 

Under23 colombiano, i titoli non gli mancano: il suo palmarés vede già una Copa Sudamericana, oltre alla vittoria del campionato e della Superliga Colombiana. Destinato alla nazionale olimpica che partirà per il Brasile, nonostante la giovane età può contare già su oltre 140 presenze tra i professionisti, tutte nella massima serie del suo paese. Pur con i suoi 193 centimetri di altezza non si tratta di un giocatore lento o macchinoso, tutt’altro: abile nell’anticipo, ama spingersi in avanti palla al piede. Altezza ed elevazione lo rendono molto pericoloso sui calci piazzati.

Un giovane dal sicuro avvenire, in rampa di lancio pronto a misurarsi con la realtà del calcio nostrano: Yerry Mina potrebbe essere il centrale di cui Montella ha bisogno.

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