Okaka: «La Samp? Non vedeva l’ora di liberarsi di me. Ferrero…»

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Forse era prevedibile, ma Stefano Okaka sta facendo faville in Belgio. Passato quest’estate dalla Sampdoria all’Anderlecht per tre milioni di euro dopo un mancato prolungamento contrattuale, il centravanti ha uno score impressionante con il club belga: 26 presenze e dieci gol tra la Jupiler Pro League, la coppa nazionale e l’Europa League, dove l’Anderlecht ha eliminato persino il Monaco di Jardim.

Ai microfoni di Gazzetta World, il centravanti ha risposto ad alcune domande sul suo arrivo allo stadio Constant Vanden Stock: «Sono arrivato ad agosto ed ero disorientato, ma il club mi ha fornito subito un traduttore, che mi ha permesso di adattarmi alla vita qui in Belgio». La sua partenza in Belgio è stata buona: «Beh, avevo iniziato bene anche con la Samp nel 2014: sono sempre stato convinto delle mie qualità. Delle volte ho fatto degli errori, ma altre volte sono rimasto deluso da persone che non mi hanno trattato bene. Non era facile ricominciare da capo, ma ho mostrato carattere, forza e coraggio».

Okaka torna sull’addio alla Samp: «Ho solo detto la verità: sono arrivato alla Samp perché Sinisa Mihajlovic mi voleva. Ad aprile mi hanno offerto un contratto più basso dopo esser stato chiamato in nazionale e aver segnato. Era lo stesso contratto, mentre ad altri giocatori sono stati offerti ingaggi al rialzo. Pensavo di essermi meritato qualcosa di più…». Anche la relazione con Ferrero viene rivisitata: «All’inizio era buona, poi ha parlato male di me. Il club ha minacciato di rovinarmi la vita se non avessi prolungato il contratto. Ero arrabbiato perché sarei rimasto volentieri, visto che mi trattavano come un re prima di quei fatti».

L’Anderlecht ha pagato tre milioni per portarlo in Belgio e il centravanti parla della sua valutazione: «Evidentemente la Sampdoria non vedeva l’ora di liberarsi di me…». All’inizio anche qualche tifoso del RSC ha dubitato di lui: «Questo è avvenuto perché leggevano quello che dicevano di me in Italia e non mi conoscevano veramente. Questo mi ha motivato a dare il meglio in allenamento: volevo zittire alcuni personaggi».

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