#Ostichetridente

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A volte bisogna accontentarsi. Saper mettersi in tasca un punto e tornare a casa con un sorriso tre volte più grande. Un punto che fa bene alla nostra classifica, la muove ancora. Fondamentale farlo, trovare un tridente vincente al momento giusto della stagione. E bravo Massimo (Ferrero). Bravo per aver fatto di testa tua con Antonio Cassano, per aver strappato dalle prigioni di Palazzo Della Valle Don Vincenzo, per aver creduto nell’usato sicuro (Quaglia) e aver allontanato chi a Genova non voleva più restare (Eder). Peccato non averlo fatto dall’inizio, da giugno. Sarebbe stata una Samp bella, divertente, senza paracadute, in giro per l’Europa, in lotta per tornarci. Discorsi vecchi, superati da una diversa attualità. 

La Samp non è ancora salva, nessuno lo è ancora, ma l’oasi della tranquillità non è troppo lontana. Non è un miraggio pensare che da qui alla fine potremmo anche divertirci, vedere una squadra senza paura, senza troppi pensieri pronta a giocare con un altro spirito. Mi piace la squadra vista con il Frosinone (finalmente con le palle), che si è confermata cinicamente con i fratelli veronesi e che a Empoli ha saputo soffrire, fare la sua partita. Mi piace nuovamente questa Sampdoria che si affida a Fantantonio, che non rinuncia alla qualità (Alvarez o Correa che sia, io preferisco il secondo…) e che sa far male con l’uomo giusto. E questo a malincuore non è ancora Luis Muriel. Mi è piaciuto finalmente l’atteggiamento di tutta la squadra, pronta a tirare fuori le palle (utile andare ogni tanto a Bogliasco a ricordarlo…), e la voglia di giocare a pallone. Lo esige Montella. Attenzione, attenzione: a Milano gira voce che Berlusconi lo voglia fortemente al posto di SanSinisa. #Ostistiamoattenti a non farci scappare uno bravo, uno che a Firenze ha fatto divertire i suoi tifosi. Direi che ora tocca a noi. 

L’inizio è stato da brividi, deludente, inspiegabile, senza attributi. Ma Massimo Ferrero ha scelto il migliore. Bisognava dargli tempo, far capire alla squadra che il calcio non era solo palla lunga  a Eder (ahahahahaha…) e Muriel. E Massimo l’ha sempre difeso, a differenza di tanti, anche mia, che pretendevo subito i risultati. Il nostro presidente, buffo ma concreto, senza soldi ma con ottime idee (e in fondo nel calcio servono anche quelle) è riuscito a fare quello dove altri avevano fallito. Strapparlo alla Fiorentina, portarlo a Genova e costruire una squadra. Speriamo che la costruzioni continui, non si fermi. A volte tremo al pensiero che possa interrompersi per la mancanza di permessi, la troppa burocrazia e affari di mercato.

Meglio non pensarci, godersi il momento,il terzo risultato utile consecutivo e pensare al poker col Chievo. Gara fondamentale, uno scontro diretto, uno di quelli che ti possono cambiare la stagione. Dietro per fortuna il Frosinone è inciampato sui tortellini. E il Palermo di un altro nostro amico è rigorosamente caduto. Non sorride nemmeno l’Atalanta, non certo l’Udinese, che per sua sfortuna non ha la nostra Sud dalla sua parte, ma la Nord…

Guardando il calendario non sorrido ma non mi dispero nemmeno. In palio ancora 27 punti tanti, troppi. Ma in fondo basta vincere domenica con il Chievo, l’Udinese e il Genoa (tutte in casa), poi basta non sbagliare a Palermo e chissà fare un colpaccio lontano dal mare: Fiorentina o Sassuolo, provarci nuovamente sotto il sole con Milan o Lazio e chiudere senza pensieri in casa dei Campioni d’Italia per la quinta volta consecutiva. Che festa… 

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