Pagelle Samp-Milan 0-1: Barreto sugli scudi, Skriniar da rivedere

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Viviano 6.5 – Fino al minuto 58, non deve fare una parata. Il Milan di Montella – con lo stesso (non) gioco mostrato lo scorso anno a Genova – non solletica per niente l’estremo difensore blucerchiato. Poi Viviano ci mette comunque del suo con un miracolo sul neo-entrato Bacca, deviando una conclusione del colombiano sul palo. Nulla può quando se lo ritrova a due metri di distanza e firma l’1-0.

Sala 6 – L’infortunio lo taglia fuori dal match, nonostante il terzino avesse fatto vedere più di una nota positiva tra le coperture su Niang e qualche proiezione offensiva (dal 29′ p.t. Pereira 6.5 – Come contro il Bologna un anno fa, un infortunio gli spiana la via del campo: nell’agosto 2015 toccò a Cassani, oggi a Sala. Contro un Niang troppo per terra e poco incisivo, il portoghese si fa notare: a volte la foga lo inganna e gli procura un po’ di rischi, ma la sua prova è decisamente positiva e un metro di giudizio molto largo di Irrati fa il resto. Speriamo che Giampaolo gli conceda il giusto spazio per continuare a crescere).

Silvestre 6 – Al centro il Milan non fa molto per 2/3 di gara, poi l’entrata di Bacca lo costringe ad alzare il suo livello di gioco: l’argentino prima chiude il bomber rossonero con una chiusura in scivolata, poi se lo lascia sfuggire nell’occasione del gol. Un peccato, perché la prova di Silvestre è stata ancora una volta incoraggiante.

Skriniar 5 – Non c’è da buttarlo giù: lo slovacco ha bisogno di tempo e minuti per migliorare, altrimenti non potrà mai crescere. Gli errori vengono commessi per non ripeterne più: quello di oggi è uno grave, perché conduce al vantaggio milanista, ma si spera che il centrale possa solo progredire sotto le cure di mister Giampaolo.

Regini 6.5 – Meglio nel primo tempo in una posizione dove torna dopo diverso tempo: schierato al posto dell’assente Pavlovic, Regini domina la fascia nei primi 45′, dove Suso arretra e lui ha spazio per affondare. Diversa la ripresa, ma rimane una prova positiva. Una pecca rimane: da un suo fuorigioco sbagliato, nasce l’unica occasione del primo tempo del Milan.

Barreto 7 – Forse una delle migliori prove del paraguayano in blucerchiato, certamente la migliore dall’inizio dell’era Giampaolo. Barreto mette pressione a un Bonaventura spaesato e soprattutto partecipa alla manovra offensiva in maniera tangibile, con recuperi di palla e persino un tiro in porta. Si è rivisto un po’ del giocatore a due fasi ammirato a Palermo. Si è visto anche il suo gol regolare, ma l’arbitro è stato purtroppo protagonista per il secondo match di fila… (dal 42′ s.t. Schick s.v. – La sua entrata disperata – forse serviva prima per uno spento Quagliarella – non produce risultati).

Torreira 6.5 – Esperto e prende falli come nessuno che abbia la sua stessa età. Il classe ’96 continua il suo processo di crescita bruciando le tappe: la vittima di oggi è Montolivo, alle prese con un peperino che combatte con una cattiveria che tanto sarebbe servita l’anno scorso. Oggi si propone anche in avanti, come quando testa i riflessi di Donnarumma dai 25 metri al 10′: purtroppo il portiere milanista devia la sua conclusione in corner.

Linetty 6 – Anche lui dimostra una certa malizia (vedi contatto con Suso a inizio ripresa: rischioso, ma efficace), ma rimane un cardine del centrocampo doriano. Meno appariscente del solito, ma comunque utile alla causa.

Praet 6 – All’esordio assoluto dal primo minuto dopo 20′ con l’Atalanta, si sono viste alcune cose interessanti: tanto lavoro oscuro, qualche recupero in pressing e le giocate di prima, ma è mancata la presenza in fase offensiva, dove il belga è sembrato ancora fuori dagli automatismi di Giampaolo. Si è intravisto anche qualche scambio degno di nota: il futuro non può che sorridergli (dal 23′ s.t. B. Fernandes 5.5 – Nei 20′ trascorsi in campo, il Milan esce allo scoperto e vede pochi palloni: una punizione non sfruttata è tutto quello che potrà raccontare della sua partita).

Muriel 6.5 – A differenza delle prime tre giornate, quando ha avuto poche accelerazioni ma tutte decisive – il colombiano punzecchia continuamente la difesa avversaria. Il Milan non sa dove trovarlo: destra, sinistra, dai 25 metri o da metà campo, il 9 blucerchiato è ovunque. Da seconda punta e con gli spazi lasciati dal centrocampo rossonero, Muriel imperversa tra slalom e un palo colto con una frustrata improvvisa: un gesto che avrebbe meritato il terzo gol in campionato.

Quagliarella 5.5 – Non si può negare il solito lavoro di copertura e pressing, ma sotto porta non si è visto quasi per nulla. Un peccato per Quagliarella, che va gestito e centellinato, perché fare quei sacrifici tattici a 34 anni non è semplice. E proprio perché dimostratosi capace nel ruolo, va preservato.

Milan (4-3-3):
Donnarumma 6.5; Abate 5.5, Paletta 6, Romagnoli 6.5, Calabria 5.5; Sosa 5 (dal 11′ s.t. Locatelli 5.5), Montolivo 5.5, Bonaventura 5.5; Suso 6 (dal 45′ s.t. G. Gomez s.v.), Lapadula 5 (dal 18′ s.t. Bacca 7), Niang 5.

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