Pagellone 2016/17 – Angelo Palombo: titoli di coda

Palombo
© foto Valentina Martini

Angelo Palombo ha giocato poco con la Sampdoria, ma Giampaolo ha avuto il merito di proteggerlo da critiche peggiori: il pagellone del suo 2016-17

A leggere le sue statistiche, c’è quasi da rimaner sbalorditi: quando è arrivata la trasformazione dello status di Angelo Palombo? Da quando è passato da cuore pulsante di questa squadra a mero accessorio? In realtà, un piccolo segnale l’aveva dato già Zenga nella passata stagione (un’inerzia proseguita poi da Montella), ma con l’arrivo di Marco Giampaolo la trasformazione si è completata. Quel che però forse Palombo non ammetterà mai è che in realtà il nuovo tecnico blucerchiato l’ha salvato. Già l’anno scorso Palombo aveva chiuso con una media-voto di 5,21 e il pessimo ricordo della sua prova da centrale nella gara d’andata contro il Vojvodina nei preliminari di Europa League. Sostanzialmente, la sua vita blucerchiata in campo è finita lì. Quest’anno ha giocato poco, come l’anno scorso, ma le sue prove non sono state altrettante rovinose (la sua media-voto è di 5,88).

Castro per Meggiorini, Skriniar già copre l’unico avversario in area, ma Palombo è quasi chirurgico nel chiudere tutto. Se imparasse il fuorigioco per bene, un biennio da centrale in B non glielo toglie nessuno.

NUOVO VESTITO E FUTURO – Infatti, Giampaolo ha capito fin da subito che Palombo non avrebbe mai potuto essere il vice-Torreira. Il gioco dell’uruguayano – a uno-due tocchi, corto, fatto di testa e malizia – era di gran lunga più adatto a quello che l’ex tecnico dell’Empoli aveva richiesto nei primi giorni di ritiro. Palombo è un regista più simile a Cigarini, sebbene non ne abbia il piede fatato: lanci lunghi, grossi cambi di gioco, preferenza al passaggio a lunga gittata piuttosto che al dialogo con difensori e mezzali. Normale quindi che Giampaolo l’abbia usato come centrale nelle sue poche apparizioni stagionali (5 tra A e Coppa Italia). Più sorprendente il fatto che il capitano se la sia in realtà cavata piuttosto bene, figurando tra i migliori nella pessima trasferta di Verona e trovando una risposta per il futuro. Già, il futuro. Angelo Palombo vorrebbe continuare a giocare, più di quanto abbia fatto nelle ultime due stagioni (13 presenze complessive). Un’opzione è di andare altrove e non sfruttare l’opzione che c’è nel suo contratto, che gli permetterebbe di rimanere per un altro anno con il benestare della società. Viene in mente Ferentino, la sua città, e la voglia magari di chiudere la carriera a Frosinone, dando una mano per la risalita in A. Oppure la possibilità di lasciare subito, meno remota ma comunque valida, con magari un posto di rilievo nel team dirigenziale della Sampdoria. Il futuro è un punto interrogativo: quel che è certo è che Angelo Palombo, nonostante gli ultimi due anni in sordina, rimane un pezzo fondamentale della storia recente del club blucerchiato.

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