Palombo ammette: «Non mi sarei visto con un’altra maglia addosso»

Palombo sampdoria
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Palombo commenta la decisione di lasciare il calcio giocato e intraprendere la carriera da allenatore, poi annuncia: «Il mio addio non sarà in silenzio»

Il confine tra allenatore e calciatore è sottile se il passaggio è immediato, senza troppi ripensamenti o preoccupazioni. Così ha fatto Angelo Palombo, che ha deciso di abbandonare il calcio giocato per entrare a far parte dello staff tecnico di Marco Giampaolo, nuovo mentore per intraprendere una carriera totalmente diversa da quella svolta fino a poche ore fa: «Si è chiuso un capitolo importante della mia carriera, adesso se ne apre un altro – commenta l’ex capitano blucerchiato ai microfoni di Samp TV. È tutto nuovo e ci sarà molto da imparare, ma era giunto il momento di pensare al futuro e mettersi a disposizione di mister e società, che tengo a ringraziare. Avrei avuto la possibilità di giocare ancora uno o due anni, però non me la sono sentita perché non mi vedrei con addosso un’altra maglia. Spero di dare tutto per la Sampdoria anche in futuro. Il rapporto con i compagni non cambierà, basta un po’ di intelligenza per capire i modi e i momenti di fare e dire determinate cose, spero di essere comunque un punto di riferimento per loro. Non devono esserci dubbi, sapranno come sono fatto».

Palombo torna al momento in cui ha preso questa decisione, svelando una iniziativa futura per salutare la gente doriana: «Nell’ultima stagione abbiamo discusso di questa occasione, soprattutto osservando i progetti che miravano ai giovani: questa veste mi ha sempre ispirato, ma non si sa se ne sarò capace. Voglio che questo sogno si avveri. Ho dato e ricevuto tanto, sono sincero, e per questo mi reputo molto soddisfatto. Le esperienze mi serviranno fino a un certo punto, adesso è necessario cambiare mentalità rispetto a quando ero giocatore. Sicuramente mi agevola il fatto di poter lavorare sul campo. L’addio in silenzio non è particolare, ho deciso solamente nelle ultime due settimane altrimenti avrei fatto una celebrazione. Ringrazio i miei tifosi, ora che ho preso questa decisione voglio organizzare una partita e invitare tanta gente, tanti miei ex compagni allo stadio per stare insieme da calciatore per l’ultima volta. Tanto in silenzio non sarà».

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