Pavlovic, era destino: un addio che non fa male a nessuno

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Daniel Pavlovic e la Sampdoria si dicono addio: è la fine di un’avventura mai decollata, che termina senza rimpianti da parte di nessuno

Una delle priorità del calciomercato della Sampdoria era quella di sfoltire sulla fascia sinistra. Lo scorso anno, infatti, nè Pavlovic né Dodô – terzini di ruolo, al contrario di Regini che ha sempre detto di preferire un posto al centro della difesa – hanno mai convinto, tanto che in questa sessione estiva la Samp ha puntato forte su Nicola Murru, prelevandolo dal Cagliari per 7 milioni più il cartellino di Cigarini, una cifra importante per un giocatore che dovrà dimostrare la bontà dell’investimento fatto su di lui. In tal modo, considerando Regini un centrale, sarebbero comunque rimasti tre terzini sinistri, troppi per una squadra impegnata solamente su due fronti. Ecco dunque che, con Dodô che non ha trovato squadre realmente interessate al suo cartellino, l’indiziato a partire doveva essere per forza di cose il bosniaco. La cessione al Crotone, d’altro canto, segna la fine di un’avventura, quella con la maglia blucerchiata, mai decollata: lo scorso anno le presenze del classe ’88 furono solamente 10 totali, fra campionato e Coppa Italia. Un numero risibile, che testimonia della poca fiducia del tecnico Giampaolo nei confronti dell’ex Frosinone. L’addio di Pavlovic, dunque, rappresenta una scelta giusta sia per il giocatore, che potrà trovare maggior minutaggio in Calabria, che per la Sampdoria, che si libera di uno slot sull’out mancino. Un’avventura che termina dunque con una sincera stretta di mano, ma senza reciproci rimpianti.

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