Pezzotti ricorda Cruyff: «Lo rivedo in Messi»

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Cruyff ha deliziato platee e tormentato avversari, anche quando ha lasciato i panni di giocatore per vestire quelli di allenatore. Lo sa bene Narciso Pezzotti, allenatore della Sampdoria dall’86’ al ’92 con Boskov direttore tecnico: lo ha affrontato, infatti, nella finale di Coppa delle Coppe dell’89 e nella Coppa dei Campioni del 92’. «Contro di lui abbiamo perso in entrambi i casi. Il Barcellona era già una grande squadra ma con lui fecero un grande salto di qualità. C’è una cosa che mi impressionava: non alzavano mai la palla da terra, neanche nel riscaldamento», ha dichiarato a Il Secolo XIX.

 

Riaffiorano, dunque, i ricordi di quelle due finali perse: «Il Barcellona dell’89 era meno forte di quello del ’92. Però anche noi a Berna eravamo incerottati, senza Vierchowod e con Vialli a mezzo servizio. A Wembley giocammo meglio, potevamo batterli, ma ci fregò quel missile di Koeman. L’olandese fu il giocatore che mi piacque di più, un difensore che impostava con passaggi di 40 metri tesi e precisi che si alzavano al massimo un metro da terra».

 

Ma i principi del Genio si ritrovano oggi nel gioco di Pep Guardiola e Luis Enrique: «Il concetto di gioco è simile, con la palla sempre rasoterra. E Messi è il giocatore che più di tutti mi ricorda Cruyff. Quando Johan partiva palla al piede in velocità, o lo stendevi o si infilava in area. Il suo dribbling ti mandava fuori strada. In questi giorni sto riguardando i video della sua Olanda, c’è quell’azione della finale mondiale del 1974 che è incredibile: gli Orange che si passano la palla, i tedeschi che non ci capiscono nulla, Cruyff che affonda in area e guadagna un rigore. La Germania andò sotto di un gol e ancora dovevano toccare il pallone…».

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