Quagliarella: «Muriel, rosso esagerato. Fare il capitano dà una soddisfazione immensa»

quagliarella sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Esclusiva SampNews24 – Fabio Quagliarella, dopo aver vinto il Premio Gentleman 2017, ha commentato il presente e il futuro della Sampdoria

Fabio Quagliarella è il vincitore del Premio Gentleman 2017, un risultato che scaturisce dai voti dei lettori di Gazzetta dello Sport e da tutti coloro i quali, tramite il sito ufficiale del Premio, hanno deciso di tributare la storia e l’annata di Quagliarella con i colori blucerchiati. Un momento fondamentale, quello del Gentleman, che dal 1996 colora la città di Milano celebrando il fair play e le figure calcistiche che più si sono distinte nel corso dell’anno. Per raccontare l’emozione di essere insignito da tale riconoscimento, l’attaccante si è concesso a una intervista.

L’argomento iniziale riguarda il futuro, con il campionato oramai alle battute finali e che dopo gli ultimi novanta minuti con il Napoli spingerà il Doria verso un nuovo orizzonte, magari più importante, con obiettivi più spinti verso l’alto: «Vediamo cosa succede quest’estate: Ovviamente il mister conosce quali sono gli elementi che servono a questa rosa. Sia alla società, che a noi e al mister, farebbe piacere fare un campionato più bello di quest’anno: se restasse questa la rosa, con qualche altro acquisto, sarebbe sicuramente un ottimo punto di partenza per fare meglio». Poi si parla di attualità e in particolar modo del discorso Muriel, che dopo il gol a Udine è stato espulso: «Il cartellino rosso è esagerato, non ci stava assolutamente. Capisco che il gesto non fosse bello verso i tifosi dell’Udinese, così come posso capire anche la reazione di Danilo: l’avrei fatto anche io, ma sicuramente non in quel modo e con quel gesto. Andava ammonito Luis e chiaramente espulso Danilo. Comunque si sono chiariti, dopo, ero presente e li ho visti: Danilo si è scusato e la cosa si è chiusa lì, anche perché il tifo friulano è sempre stato molto corretto».

Quagliarella è uno dei giocatori più esperti della Sampdoria e pochi meglio di lui possono tracciare un bilancio di quello che è stato il lavoro compiuto dai giovani. Escludendo, allora, Schick, che è oramai sulla bocca di tutti «mi ha sorpreso molto Torreira: ha fatto un grandissimo campionato. Lui è quello che mi ha colpito di più, per rendimento e impegno, anche in allenamento, perché dà sempre il massimo: può solo che migliorare. Non so se l’anno prossimo si continuerà con me, Muriel e Schick: io penso di esserci, ho ancora due anni di contratto e ultimamente sto facendo anche il capitano, cosa posso volere di più? Verso la Sampdoria c’è grande amore, ma da qui a dieci anni non so cosa può accadere. L’amore per il Napoli c’è, ci sarà sempre fino a quando morirò, così come c’era quando ero piccolo, ma non so cosa accadrà in futuro: dipende dalla società, perché io ho anche una certa età, e per me la cosa più importante era mettere le cose in chiaro con la mia città prima di tutto».

La Sampdoria, in ultima analisi, è stata una sorpresa per tutti, perché con una rosa così giovane, con degli innesti dai nomi non altisonanti è riuscita ad affrontare il campionato con maturità ed esperienza: «In ritiro c’erano molti giovani, tanti non li conoscevo nemmeno io, d’altronde dei campionati stranieri non puoi sapere sempre tutto: Giampaolo invece sì, sapevo benissimo cosa poteva darci. C’è stato un lavoro molto particolare da fare, perché bisognava far capire ai giovani cosa fare, come adattarsi al calcio italiano. Sono stati molto intelligenti, però, e ci siamo tolti un sacco di soddisfazioni. Così come indossare la fascia da capitano: quella per me è una soddisfazione immensa».

Condividi
Articolo precedente
Primavera, verso Sampdoria-Torino: date e info utili
Prossimo articolo
reina napoliReina, chi si rivede: la Sampdoria prepara la vendetta