Quagliarella: «Voglio restare, ma prima salviamoci»

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Fabio Quagliarella vuole fare la sua parte anche contro la Fiorentina. Tornato a Genova, l’attaccante è tornato a segnare come un tempo, anche se la Sampdoria fatica: «Il mio unico trasferimento a gennaio era stato a 20 anni, in C2. Bisogna affrettare i tempi, correre veloci, ambientarsi subito. L’obiettivo era dare un contributo importante al gruppo, mi ha aiutato essere già stato alla Samp», ha dichiarato all’edizione genovese de La Repubblica.

 

Quagliarella ha poi analizzato le difficoltà della squadra blucerchiata: «Manca sempre quel piccolo salto di qualità che se non c’è ti fa rimanere al palo, bisogna crederci non solo a parole. E se fai un campionato né carne né pesce non se lo ricorda più nessuno. Qui poi ci sono tanti ragazzi giovani. A volte la paura di sbagliare fa brutti scherzi, uno resta lì nel limbo sperando che succeda qualcosa, ma con l’esperienza impari a superarla. Ci abbiamo già sbattuto la faccia, prima della partita contro il Frosinone eravamo due punti sopra la zona retrocessione. Lì abbiamo cambiato atteggiamento».

 

La sinergia tra lo spogliatoio e Vincenzo Montella non è messa in discussione: «Se non ci fosse sintonia fra squadra e mister sarebbe davvero un bel problema. Il mister fa bene a insistere perché quello è il nostro modo di giocare. Sicuramente domenica avremo più spazi e la possibilità di esprimerci meglio rispetto alla partita contro il Chievo. Ovviamente la Fiorentina è una grande e ci sarà da soffrire. Se non riusciremo a vincere l’importante sarà non perdere. Io ho trovato uno spogliatoio compatto, per quanto sia possibile con la nostra attuale classifica pure sereno. Ora si tratta di guardare in faccia la realtà e capire dove ci siamo ritrovati».

 

Il mirino si sposta poi proprio su Quagliarella, che racconta i cambiamenti che ha vissuto a dieci anni di distanza dall’altra esperienza con la maglia della Sampdoria: «Di testa sono cambiato come cambiano tutti gli uomini, calcisticamente in pratica ho imparato a fare tutti i ruoli offensivi, compreso l’esterno di centrocampo. Per alcuni è meglio fare una sola cosa bene, per me è importante dare più opportunità all’allenatore». Alla Sampdoria ha trovato Antonio Cassano, che conosceva molto bene: «Prende in giro anche me… Con Antonio ho giocato un Europeo, è uno fuori dagli schemi ma mi vuole bene e so che mi apprezza come giocatore. Dal punto di vista tecnico come lui in serie A non c’è nessuno, a volte da attaccante faccio il movimento quasi in automatico, senza neanche credere troppo che la palla arriverà… invece con lui arriva sempre al momento giusto».

 

Si parla poi di futuro: «In realtà dico sempre la stessa cosa, che non dipende solo da me. Ho ancora un anno di contratto qui e vorrei rimanerci, ma è anche vero che a fine stagione in genere si parla sempre con la società e si tirano le somme. Io sento la fiducia di tutti, dal presidente al direttore sportivo all’allenatore».

 

E, infine, si scherza perché non esulta se segna alle sue ex squadre, che non sono poche tra l’altro: «Io mi sono sempre confrontato con i miei ex tifosi e so che se non esulto a loro fa piacere. Ciò non significa che se un altro decide di esultare sbaglia, ognuno fa come si sente. Io continuerò sulla mia strada, l’unico problema è che ho girato talmente tanto che una partita sì e una no ritrovo una mia ex squadra. I tifosi della Samp? Basta che continuino a comportarsi come si sono comportati finora. Ogni domenica ci incitano, nessuno di noi può lamentarsi del tifo che sentiamo a Marassi pur in una stagione difficile. Dobbiamo solo stare zitti e pedalare».

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