Quota salvezza: il rischio è un nuovo 2004/2005

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Quello 2004/2005 fu un campionato tra i più strani che si possano ricordare. Fatta eccezione per il solito strapotere bianconero, unico dato veramente nella norma, la classifica di quell’anno fu veramente una delle più particolari, anzi, la più bizzarra degli ultimi 15 anni. Mettendo da parte momentaneamente lo straordinario settimo posto del Messina, dall’ottava posizione alla ventesima salta subito all’occhio come ci siano 12 squadre in 10 punti.

La Roma, ottava in classifia a pari merito con il Livorno, si trovava a 17 punti dall’Udinese quarta e qualificata ai preliminari di Champions League e appena 3 punti sopra il Bologna, a 42 punti, retrocesso. La Fiorentina, quintultima sempre a 42 punti, salva per la classifica avulsa. Un campionato incredibile, quello che consacrò la Sampdoria come quinta forza della Serie A staccata di un solo punto dall’Udinese, ma questa è una storia che tutti conosciamo molto bene.

Da quel 2004/2005 la quota salvezza si è incredibilmente abbassata e da un certo punto di vista verrebbe anche da dire per fortuna. L’anno successivo a retrocedere da terzultima fu il Lecce con 29 punti; nel 2006/2007 fu la volta del Chievo a 39; quindi Empoli a 36, Torino a 34, Atalanta 35. Nel 2010/2011 toccò alla Samporia con 36 punti, stesso score del Lecce l’anno seguente. Prima Palermo, poi Catania a 32 punti. In fine l’anno scorso fu la volta del Cagliari con 34 punti.

A oggi con il solo Verona matematicamente retrocesso e con la sola Atalanta matematicamente salva grazie agli scontri diretti a favore, a tre giornate dalla fine del campionato con 9 punti a disposizione la lotta salvezza coinvolge ancora sei squadre: Frosinone, Palermo, Carpi, Udinese, Bologna, Sampdoria. Oggi, come nel 2004/2005, i famosi 40 punti non significano assolutamente nulla.

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