Samp-Milan, c’era una volta quella zuccata di Pazzini…

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Esattamente sei anni fa, nell’aprile del 2010, a Genova si viveva la stessa attesa che si vive in questa settimana, quella che precede Sampdoria-Milan. E’ lo scenario ad essere sensibilmente diverso.  Il Milan di Dida, Seedorf e Borriello si presentava a Marassi con la consapevolezza di affrontare una Sampdoria quarta in classifica con sogni europei che sarebbero poi stati meravigliosamente realizzati con l’ingresso ai preliminari di Champions League.

Il 18 aprile di quell’anno la sfida è dunque di alta classifica, e dopo 10 minuti sono gli ospiti a passare  in vantaggio con il gol di Marco Borriello. Marassi gelato. Anche perché nel frattempo la diretta concorrente per il quarto posto, il Palermo, non perde un colpo. Anche per i rosanero lo scenario attuale è cambiato in modo consistente. Il pareggio della Samp arriva nel secondo tempo su calcio di rigore di un certo Antonio Cassano, nel momento più bello della sua carriera. La Samp di Del Neri, non abituata alle mezze misure, nonostante la pressione rossonera cerca di vincere la partita, e lo fa nel modo (ammetiamolo) a cui i tifosi blucerchiati non sono abituati più di tanto: con l’acuto all’ultimo respiro, la rete che spezza le gambe al suono della sirena.

Al minuto 92 Daniele Mannini dà il via al suo personale finale di stagione sorprendentemente devastante, e trova un cross di destro talmente invitante da renderne obbligatoria la trasformazione in gol. Lo fa di mestiere Giampaolo Pazzini, 19 gol quell’anno, che trova la zuccata vincente e fa ribollire la sud. 2-1. La cavalcata Champions, dopo il derby vinto la settimana precedente, può continuare. Sei anni dopo, lo scenario è diverso. E il finale?

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