Sampdoria, l’attacco è smantellato: mossa giusta o azzardata?

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© foto Valentina Martini

La Sampdoria perderà tre dei quattro attaccanti della passata stagione: una mossa giusta dal punto di vista economico, ma azzardata sul piano tecnico

Prima Patrik Schick, poi Ante Budimir, ora perfino Luis Muriel. Saranno tre gli attaccanti a lasciare la Sampdoria nel corso della prossima finestra di calciomercato, abbandonando il solitario Fabio Quagliarella in attesa di ulteriori rinforzi che sicuramente arriveranno. Evidentemente sarà così, con un tesoretto consistente: la Juventus pagherà 30 milioni di euro in tre anni per il ceco, dunque 10 milioni di euro arriveranno subito. Per il croato arriveranno due milioni di euro dal Crotone al termine della stagione, quando si concluderà il prestito e verrà esercitato l’obbligo di riscatto. Per quanto riguarda il colombiano, la trattativa con il Siviglia verrà chiusa nelle prossime ore e garantirà alle casse doriane 22 milioni di euro immediati, più sei tramutati in bonus. In totale 32 milioni di euro da reinvestire in qualche talento che permetta in futuro una cospicua plusvalenza. Arriverà Gianluca Caprari dall’Inter e probabilmente si punterà su uno tra Federico Bonazzoli e Andres Ponce, dunque resta libero almeno un tassello.

Così facendo, avanzerebbe una parte di guadagno che sarà utilizzata per rinforzare altri reparti, di conseguenza le intenzioni societarie appaiono più che positive. Al contempo, però, non sembrano regnare entusiasmo ed equilibrio all’interno dell’ambiente blucerchiato dopo le recenti e fondate notizie circa le cessioni. I tifosi si aspettano un grande colpo per riprendere gli strascichi di euforia perduti, pensano che la dirigenza abbia voluto incassare e smantellare un intero reparto, rovinando così le basi di un progetto sapientemente avviato nell’estate scorsa dal tecnico Marco Giampaolo. Il pericolo, a detta loro, è che l’attacco ne esca indebolito e non offra molte soluzioni in campionato, segnando poco e facendo perdere punti preziosi alla squadra. L’impressione è quella, dunque, di una mossa azzardata che non è in grado di offrire sicurezze: va bene vendere, ma con un sostituto già pronto che vesta la maglia blucerchiata già l’indomani. Perplessità legittime, ma la rassicurazione, oltre all’ottimo lavoro svolto finora dalla società in ambito di compravendita, è data dal fatto che il calciomercato non sia ancora cominciato ufficialmente.

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