Sampdoria regina in Europa: gli ottavi e i quarti di Coppa delle Coppe – VIDEO

© foto La Sampdoria vince la Coppa delle Coppe

La Sampdoria entra nella storia e conquista l’Europa. Una cavalcata iniziata il 13 settembre 1989 e terminata con la vittoria a Göteborg il 9 maggio 1990

Quattro anni di vittorie, quattro anni di trofei alzati sopra la testa, quattro anni di colori blucerchiati in prima pagina, in Italia e in Europa. La Sampdoria di Boskov dal 1987/1988 comincia a vincere e non si ferma più: due coppe Italia, una Coppa delle Coppe, lo scudetto. Una squadra giovane, forte, determinata, guidata da un maestro di calcio con un grande carisma. Un gruppo di giocatori che hanno riempito i cassetti della memoria blucerchiata di tante immagini, di tanti ricordi. Riviviamo quella cavalcata, partita per partita iniziando dagli ottavi contro il Borussia, poi Grasshopper, il Monaco e infine Anderlecht.

OTTAVI DI FINALE: BORUSSIA-SAMPDORIA, MANCINI E VIALLI – Due partite non semplici che la Sampdoria affronta con i suoi gioielli in grande spolvero. L’andata in casa del Borussia di Koeppel è un match che non si sbroglia facilmente, i gol arrivano nel secondo tempo a distanza di dieci minuti. In vantaggio va la squadra di casa con Wegmann, Mancini all’88esimo pareggia con un grandissimo gol. Il ritorno tra le mura dello stadio di casa la musica cambia, Boskov ripropone gli undici che avevano pareggiato all’andata: Pagliuca, Mannini, Salsano, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Lombardo, Cerezo, Vialli, Mancini e Dossena. La partita però è nuovamente divisa in due: un primo tempo di sofferenza per i blucerchiati, seguito da un Vialli che, in dieci minuti, mette dentro i due gol che valgono i quarti di finale.

QUARTI DI FINALE: GRASSHOPPER-SAMPDORIA, VIERCHOWOD, CEREZO E LOMBARDO – Per i quarti di finale i blucerchiati giocano la prima partita in casa contro il Grasshopper. Vialli e Mancini sono sempre ai posti di combattimento, dietro Boskov cambia qualcosa: non c’è Pellegrini e nemmeno Cerezo, titolari Carboni e Katanec. Dossena non parte dal primo minuto e in campo scende anche Invernizzi. La partita si sblocca subito al 13esimo minuto di gioco, calcio piazzato di Mancini calibrato alla perfezione per Vierchowod che insacca di testa. La partita a quel punto è in discesa per i blucerchiati che si vedono concedere pure un autorete da parte della squadra avversaria: Salsano apre per Mancini, Roberto mette in mezzo il pallone e inaspettatamente Meier di testa invece di buttare il pallone fuori lo manda dove Brunner non può arrivare.

Il ritorno in trasferta è caratterizzato dalla maglia “rossocerchiata” una versione unica, irrinunciabile per i collezionisti. Il motivo di quella scelta fu dettato da una necessità: il Grasshopper che all’andata aveva giocato in giallo, indossava la sua divisa da casa bianca e azzurra, troppo uguale alle due maglie della Sampdoria. Boskov ritrova Cerezo, lascia a riposo Salsano, perde Vialli: Pagliuca, Mannini, Carboni, Pari, Vierchowod, Katanec, Cerezo, Invernizzi, Mancini e Dossena sono gli undici che scendono in campo. La partita è nuovamente giocata a partire dal finale del primo tempo in poi: all’44esimo, sugli sviluppi di un calcio da fermo Cerezo porta in vantaggio la Sampdoria. Nel secondo tempo la squadra di casa non ci sta e va in rete con Wyss, è la prima rete che subisce Pagliuca in questa competizione. Ci pensa Lombardo a chiudere il conto, Macini sulla fascia mette in mezzo e il difensore di petto mette dentro il pallone.

Partite successive: Monaco-Sampdoria a/r; Sampdoria-Anderlecht

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